Un processo a porte chiuse, per la crudezza delle testimonianze e della minore età delle vittime. In Argentina, a Mendoza, si riprende il processo sul caso Provolo, e la magistratura del Paese sarà quindi la prima al mondo a fornire una verità giudiziaria su quanto accaduto tra il 2005 e il 2015 nell’istituto di Lujan de Cuyo. Tra gli imputati c’è anche il veronese don Nicola Corradi, 83 anni, che è accusato di abusi sessuali e maltrattamenti nei confronti di bambini sordomuti dell’Istituto che ha sede a Verona. Ma le tendenze pedofile del sacerdote veronese sarebbero note già dal 1970, quando fu trasferito in Argentina. Dopo Mendoza, Corradi si trasferì a La Plata, capoluogo della provincia di Buenos Aires, dove fece costruire un altro edificio per l’Istituto Provolo. Anche in quell’inchiesta il sacerdote è accusato di violenze sessuali sui minori sordomuti commesse in anni precedenti assieme ad Eliseo Pirmati, altro sacerdote che dal 2017 è tornato a vivere a Verona. Su di lui tuttavia pende una richiesta di estradizione in Argentina per abusi sessuali ripetuti e pluriaggravati, atti osceni e corruzione di minori.

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