Venezia sott’acqua, «Milioni di danni»

Acqua alta record a Venezia. Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”.

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A Venezia «c’è una situazione drammatica, una situazione maltempo che ci preoccupa e fa soffrire le comunità» ha detto il premier Giuseppe Conte.

Acqua alta da record a Venezia, nella notte, con 187 cm sul medio mare che ha invaso città ed isole, la seconda per violenza dopo quella del 1966. Due persone sono morte a Pellestrina, una fulminata mentre azionava una pompa idraulica la seconda per un probabile malore.

La furia del vento che ha superato i 100 km orari e la contemporanea marea hanno spinto addirittura vaporetti e imbarcazioni più leggeri sopra le rive invase dall’acqua. Gli approdi per il trasporto pubblico in gran parte sono inagibili.

Il sindaco Luigi Brugnaro parla di «milioni di euro di danni». Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”, sulla base dell’articolo 24 del D.Lgs del 2 gennaio 2018.

Nella richiesta, inviata a mezzo di posta certificata, il Governatore fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio.

Augurandosi una pronta risposta dal Governo, Zaia chiede anche «un primo sostanziale sostegno economico per le prime spese»; e «un successivo sostegno economico stante la difficoltà delle Amministrazioni Locali e della stessa Regione a fronteggiare la situazione con misure finanziarie ordinarie, al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione».

«Pensavamo di avere visto il peggio con Vaia – ha detto Zaia durante la conferenza stampa in mattinata –, invece siamo di fronte ad uno scenario apocalittico su Venezia e tutto il litorale. Uno scenario che ci preoccupa anche per le prossime ore».

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Tanti i leader politici e delle istituzioni che hanno ribadito la situazione di emergenza a Venezia.

Ha espresso solidarietà il sindaco di Verona Federico Sboarina. «Ho chiamato il sindaco Luigi Brugnaro per dirgli che siamo vicini a lui e alla sua città. Il nostro pensiero va alle famiglie e ai parenti di chi non ce l’ha fatta, abbiamo i veneziani nel cuore. Al sindaco ho offerto tutta la collaborazione della città di Verona perché vogliamo essere partecipi non solo emotivamente ma anche concretamente».

«Anche la nostra Protezione Civile – ha aggiunto Sboarina – ha già dato la disponibilità al centro regionale per intervenire in favore di Venezia. Il capoluogo della nostra regione sta vivendo momenti drammatici, un gioiello messo in ginocchio da una marea eccezionale e con danni incalcolabili. Servono adesso aiuti e soluzioni per salvaguardare non solo i monumenti ma i veneziani, che comunque si sono già rimboccati le maniche».

«Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico di Venezia e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante», le parole del segretario generale del Mibact Salvo Nastasi.

«Gli imprenditori e le associazioni che fanno grande questa regione ci chiedono che si blocchino mutui e contributi. A questa richiesta dobbiamo rispondere subito. Ci metteremo al lavoro immediatamente per una moratoria verso imprese, artigiani, commercianti, famiglie. Venezia e i veneti vanno supportati con ogni mezzo» ha aggiunto Luigi Di Maio.

«Un patrimonio dell’umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito» così il segretario della Lega Matteo Salvini.

Da sempre critico sul Mose, del tema ha parlato anche il deputato del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati: «Più di 7 miliardi spesi, quasi vent’anni di lavori, varie inchieste di corruzione e una città in costante emergenza: questo il risultato di 25 anni di governo veneto di centrodestra».

«Purtroppo come volevasi dimostrare il Mose – continua Fantinati–, oltre a comportare un’importante devastazione ambientale, ha procurato soltanto spese e non ha risolto le criticità di Venezia. Oggi la città si trova a fare i conti col malaffare di pochi. Chi ha sbagliato deve pagare e mi auguro che i veneti abbiano la forza, la prossima primavera, di mandare a casa chi ha portato la nostra regione in questo stato: Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale».

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