Mose, vertice in Prefettura. Marcato: «Sarà utilizzabile per le emergenze»

Incontro in Prefettura a Venezia ieri tra i vari soggetti legati alla Salvaguardia della città. Entro sei mesi le barriere del Mose potranno entrare in funzione in caso di emergenza. Intanto, i danni per le opere pubbliche della città sono stati quantificati in 320 milioni di euro.

mose Venezia laguna

«La novità più importante emersa oggi in Prefettura è che entro sei mesi il Mose sarà in grado di funzionare per le emergenze. Ciò non significa che l’opera sarà completata entro luglio, ma che le barriere mobili potranno essere messe in funzione per le emergenze». È quanto dichiara l’assessore regionale Roberto Marcato, che ieri ha partecipato, in rappresentanza del presidente Zaia, all’incontro a Venezia con tutti i soggetti legati alla Salvaguardia della città, a cominciare dal commissario per il Mose Elisabetta Spitz, il Provveditore interregionale per le opere pubbliche del Triveneto Cinzia Zincone, i commissari del Consorzio Venezia Nuova, il sindaco di Venezia, la Regione del Veneto, il commissario per il Porto, la Capitaneria di Porto e i Vigili del fuoco di Venezia.

«L’altra notizia di rilievo – sottolinea Marcato – è l’impegno del commissario Elisabetta Spitz a presentare a breve il cronoprogramma dei lavori del Mose. Nell’arco di una decina di giorni verrà convocata in Prefettura la cabina di regìa, per valutare il piano».

«Resta invece ancora in sospeso il protocollo fanghi – prosegue Marcato – la cui firma è ferma al ministero dell’ambiente, in quanto manca ancora il parere dell’Ispra. Fa sorridere questa giustificazione – aggiunge l’assessore veneto –  visto che l’Ispra è istituto che dipende proprio dal ministero dell’Ambiente». 

«Da parte mia e della Regione Veneto l’incontro odierno – conclude Marcato – è stato utile anche per chiarire la delicata questione della gestione futura del Mose, che qualcuno ha ipotizzato di affidare alla Regione Veneto: visto quanto emerso oggi, e la complessità delle diverse gestioni commissariali che insistono sull’opera e la mancata chiarezza dei ruoli, appare ancora più evidente che questa è un’opera dello Stato e che dovrà essere lo Stato a gestirla».

Intanto, sempre nel corso dell’incontro di ieri, sono anche stati quantificati i danni della marea nella città lagunare: «I danni dall’acqua alta di novembre alle opere pubbliche di Venezia sono stati quantificati in 320mln di euro – ha detto il sindaco Brugnaro – Manca il totale dei danni subiti dai privati perché c’è tempo di presentare richieste di rimborso fino al termine di gennaio, di certo possiamo ipotizzare che si aggirino sui 70 milioni».