Cimice asiatica, ieri summit di Coldiretti con l’assessore Pan: «Serve un piano nazionale»

Oltre 100 milioni di euro di danni in Veneto e 80 nella sola Verona. È l'amaro bilancio degli effetti della presenza in Veneto della cimice asiatica sui raccolti. L'assessore Pan: «Serve un piano nazionale»

Danni in Veneto per 100 milioni di euro e circa 80 nel solo veronese. Sono le cifre che ieri Coldiretti ha presentato all’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan a Mestre sui danni che la cimice asiatica (Halyomorpha halys) ha causato al settore primario nella regione.

Questo insetto originario dell’Estremo Oriente è presente ormai in Veneto dal 2015 e colpisce in particolare i frutteti di melo, pero, ciliegio, albicocco, pesco e kiwi. Senza risparmiare nemmeno i seminativi, soprattutto mais e soia.

«La situazione è insostenibile, interi frutteti, coltivazioni di ortaggi, piante e vivai danneggiati dalla cimice ingorda che solo in Veneto ha prodotto danni per 100 milioni di euro e perdite oltre il 70%» hanno detto i presidenti di Coldiretti a nome della categoria.

Nel veronese i danni stimati sulle principali colture frutticole ad oggi si aggirano sui 79,1 milioni di euro. Le coltivazioni di mele scaligere rappresentano il 74% di quelle venete, le pere il 46%, pesche e nettarine l’82% delle produzioni regionale e l’actinidia rappresenta il 76%.

«Tutte le soluzioni adottate si sono rivelate inefficaci contro la cimice asiatica; gli unici rimedi a cui affidarsi – hanno rimarcato gli agricoltori – sono «gli unici antagonisti ad oggi disponibili: la vespa samurai la cui sperimentazione in laboratorio ha dato ottimi risultati e l’Anastatus Bifasciatus di cui si sta sperimentando la moltiplicazione e la prova di semi-campo.»

«C’è da osservare – ha precisato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona – che la legislazione vigente in Italia non permetteva l’uso di specie alloctone fino ad ora. Recentemente però il Comitato Fitosanitario Nazionale ha dato l’ok al ripopolamento in deroga di insetti contrastanti provenienti proprio dall’ Estremo Oriente».

«Il 4 aprile scorso il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il regolamento. È dunque imminente la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale  – aggiunge Ruffini – sarà quindi  necessario attendere il completamento di specifiche valutazioni in laboratorio di quarantena come previsto dal nuovo regolamento».

Trattandosi di una vera è propria calamità, Coldiretti ha proposto un dettagliato piano di azione che affianca strumenti di sostegno ai frutticoltori ed altri mezzi di contenimento della specie, come un serio piano di monitoraggio e controllo che sappia dare indicazioni agli agricoltori rispetto ai trattamenti e forme innovative di assicurazione.

L’assessore Giuseppe Pan dal canto suo ha garantito il suo impegno su tutti i fronti sia a livello regionale che nazionale anche per dichiarare lo stato di crisi e attingere alle risorse del fondo per ristorare i produttori di frutta veneti riservandosi, comunque, di dare presto risposte cogenti.

«Chiederò al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio di istituire al più presto un tavolo nazionale sulla cimice asiatica per le colture frutticole del Nord Italia. È indispensabile attivare un piano di interventi sia per quel che riguarda la ricerca e sperimentazione, ma anche dal punto di vista degli aiuti alle aziende che hanno visto distrutto anche l’intero raccolto così come è stato fatto con gli olivicoltori per la Xylella»» ha promesso l’assessore.

Per contrastare la diffusione della cimice asiatica la Regione Veneto ha affidato, dal 2016, al dipartimento di DAFNAE (Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente) dell’Università di Padova un progetto di ricerca che prevede prove di laboratorio sugli effetti degli insetticidi e attività sperimentali per misurare gli effetti dell’introduzione di possibili insetti antagonisti, quale appunto la vespa samurai.

“Oltre a questo – spiega l’assessore Pan – abbiamo stanziato un fondo di 300 mila euro per aiutare gli imprenditori agricoli a dotarsi di reti antinsetto. Mi attiverò – infine – per reperire nel prossimo bilancio regionale ulteriori risorse per supportare le aziende agricole, ma senza un piano organico nazionale di risposta complessiva non si andrà da nessuna parte.»