Anche oggi niente da fare per quanto riguarda il capitolo “autonomia”: dopo il vertice flash di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, sono tanti quelli rimasti insoddisfatti da ciò che non sembra essere stato un incontro proficuo, ma solo uno dei tanti battibecchi tra Lega e M5S, a cui si sono aggiunti anche alcuni commenti del premier riguardo l’unità nazionale.

Ad essere amareggiato, in primis, è il governatore del Veneto Luca Zaia: «Resto basito davanti all’ennesimo rinvio. Pensavo che il Presidente del Consiglio fosse così autorevole da chiudere la partita, ma non ho ancora ben capito se l’autorevolezza serva a chiudere o invece a prolungare indefinitamente l’approvazione dell’intesa sull’autonomia differenziata. Noi veneti – aggiunge Zaia – ne abbiamo le tasche piene di tutta questa storia».

«La finiscano di parlare (anche il premier Conte) di unità nazionale, di secessione dei ricchi, di paesi di serie A e serie B, perchè noi non vogliamo affamare chi sta peggio di noi, ma vogliamo che i virtuosi siano premiati. Questo si può dire o in questo Paese è proibito dire anche questo?» chiede Zaia.

Deluso anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che si dice «assolutamente insoddisfatto dell’esito del vertice di oggi sull’Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l’intesa. Sono deluso anche da quello che ha detto il premier Conte – ha aggiunto Fontana – perché ha ricominciato a fare quelle affermazioni di carattere generale legate alla frammentazione del Paese, quindi a quel vecchio slogan, dimostrando di non voler arrivare a una soluzione concreta».

Intanto per lunedì prossimo è stata annunciata una nuova riunione.