Sparatoria a Trieste, nessuna malattia psichica riscontrata a Meran

Il killer, secondo il Gip, avrebbe mostrato lucidità durante l'azione.

Foto Questura Trieste di Andrea Pierini

Alejandro Stephan Meran, nel corso della sparatoria all’interno della Questura di Trieste ha mostrato “lucidità” portando avanti “l’azione aggressiva”. È quanto è rilevato nel decreto di fermo. Il gip nell’ordinanza che dispone il carcere per l’uomo, accusato di aver ucciso due agenti, Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, e avere sparato contro altri otto poliziotti, rileva l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo.

Intanto ci sono le immagini della sparatoria avvenuta in Questura a Trieste. Le telecamere nell’atrio e quelle all’esterno del palazzo, sequestrate dall’autorità giudiziaria, avrebbero ripreso una parte della sparatoria, ovvero il conflitto a fuoco col personale di guardia e il tentativo di fuga di Alejandro Stephan Meran, subito dopo l’omicidio due poliziotti.

«Fasi estremamente concitate al tempo stesso drammatiche – così il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, ha definito i filmati delle telecamere. Fasi, secondo il Questore, che – hanno testimoniato la capacità di risposta dell’apparato che è riuscito a rendere inerte e a fermare la persona immediatamente, scongiurando la possibilità che potesse fare danni peggiori». (Ansa)

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