Nasce il polo “Welfcare” per prevenire i disagi giovanili

Il nuovo progetto "Welfcare", sostenuto dal Consorzio Sol.Co. Verona, dalla Cooperativa Monteverde, dalla Fondazione Cariverona e dal Comune di Lavagno, nasce per prevenire i disagi giovanili, particolarmente colpiti dalla pandemia.

Incontrare adolescenti nei loro luoghi di aggregazione, dai parchi alle piazze del paese, quindi ascoltarli e provare a costruire con loro delle esperienze di relazione positiva, per contrastare gli effetti negativi della pandemia. Con questo obiettivo debutta a Lavagno il sesto polo territoriale del “Progetto WelfCare”, promosso dal Consorzio di cooperative sociali Sol.Co. Verona, che ha come braccio operativo la Cooperativa Sociale Monteverde e che interesserà l’intera comunità, grazie al patrocinio del Comune di Lavagno e al contributo di Fondazione Cariverona.

Per tutta l’estate, ragazze e ragazzi di scuole medie e superiori saranno dunque coinvolti nella proposta, che prevede sia spazi dedicati allo svago che momenti di incontro per stare insieme, nel rispetto delle norme anticontagio. Un modo per aiutarli ad abitare responsabilmente i luoghi pubblici, prendendosene cura.

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Si inizierà la mattina del 30 giugno con “Il parco che vorrei”, un workshop nell’area verde di Via Quarto, a San Pietro di Lavagno. Con l’aiuto degli educatori della cooperativa Monteverde, i ragazzi potranno accedere in modo spontaneo a questa iniziativa, che si svilupperà in due appuntamenti settimanali. I contenuti saranno decisi insieme ai partecipanti, per incoraggiarne la propositività e stimolarne l’impegno e la collaborazione.

«Dal 2018 – afferma la responsabile del progetto Chiara Bebber – il Consorzio promuove e coordina sul territorio il “Progetto WelfCare“. Strumenti e spazi per la conciliazione vita famiglia e lavoro”, che si propone di sperimentare un nuovo modello di welfare comunitario, collaborativo e partecipato con cittadini, enti, imprese e organizzazioni del Terzo settore. L’idea di partenza è quella di ascoltare le difficoltà delle persone che vivono il territorio, provando a risolverle attivando servizi idonei, in un’ottica di rete tra enti e associazioni che sta dando risultati incoraggianti».

«Ci fa piacere supportare questo progetto, che confidiamo possa avere un impatto positivo sul nostro contesto territoriale e culturale. La pandemia è stata difficile per tutti, ma in particolare per preadolescenti e adolescenti, che ne stanno risentendo pesantemente. Spesso, – ha confessato il Sindaco di Lavagno Marco Padovani – come comunità, siamo portati a curarci di loro solo quando combinano guai: qui proviamo a invertire la prospettiva, lavorando sul fronte della prevenzione e favorendo delle azioni propositive per aiutarli nella loro crescita personale e, al contempo, per valorizzarli come cittadini attivi del nostro paese».

«Dalle esperienze rilevate sia nei nostri servizi ambulatoriali che all’interno delle scuole, emerge in modo sempre più allarmante come un numero crescente di ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado stiano attraversando un periodo di vita estremamente difficile, caratterizzato da ritiro sociale e rischio di abbandono scolastico. Diventa quindi urgente creare degli spazi di incontro, mediati da un educatore specializzato, in modo che questi ragazzi possano riscoprire il piacere di stare in relazione e di ritrovare fiducia rispetto alle proprie competenze scolastiche» ha infine concluso Diletta Mazzocco, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa Sociale Monteverde.

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