Mussolini sul cruscotto di un’auto Agsm: la denuncia di D’Arienzo

Sopra il biglietto di autorizzazione al transito e alla sosta è comparsa anche l’immagine di Mussolini. Un’effige che non è comparsa su un’auto qualunque, ma su un veicolo di servizio di Agsm che è stato notato e fotografato   dall’esponente del Partito Democratico veronese Vincenzo D’Arienzo. “L’azienda ed il Comune, proprietario di AGSM, devono immediatamente intervenire per bloccare ogni iniziativa che esalta pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge. – scrive D’Arienzo – Chi ha esposto quel simbolo deve assumersi tutte le responsabilità del gesto ignobile che ha commesso”

Un effige di Benito Mussolini è spuntata stamattina sul cruscotto di un’auto dell’azienda Agsm. A notare l’immagine del dittatore fascista Vincenzo D’Arienzo, esponente del Partito Democratico veronese che ha denunciato sul social network Facebook la vicenda insieme a due foto dell’auto incriminata.

“In bell’evidenza sul cruscotto, l’utilizzatore dell’auto di servizio, come dimostra il biglietto esposto, non ha alcun problema a rendere pubblico quel simbolo del male. – scrive D’Arienzo – La domanda è d’obbligo, quindi: il busto di Mussolini è una dotazione individuale o di servizio? Un’azienda pubblica non può e non deve riabilitare o favorire l’apologia di quel personaggio. Non è consentita alcuna sottovalutazione sul rischio di revisionismo storico di un periodo e di persone che hanno distrutto l’Italia e insanguinato l’Europa”.

“L’azienda ed il Comune, proprietario di Agsm, devono immediatamente intervenire per bloccare ogni iniziativa che esalta pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge, a maggior ragione se compiuta da un proprio dipendente e con mezzi pubblici. – continua il politico veronese – Chi ha esposto quel simbolo deve assumersi tutte le responsabilità del gesto ignobile che ha commesso, con l’aggravante che l’ha fatto con un mezzo che non è nella sua disponibilità e che è pagato anche con i soldi di chi, come me e la maggioranza dei veronesi, condivide valori che quel dittatore voleva eliminare, anche fisicamente”.