Mozione antiaborto approvata con 21 voti

Approvata tra i dissensi di alcuni consiglieri e delle attiviste del movimento “Non una di meno” la mozione contro la legge 194 sull’aborto che impegna Verona a diventare una “città a favore della vita”. Tra i firmatari anche la capogruppo del Pd Carla Padovani.

21 voti favorevoli e 6 contrari: è stata approvata ieri in consiglio la mozione a firma del consigliere leghista Alberto Zelger che, in occasione del 40° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194 del 1978, impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto. Una decisione che ha fatto (e sta facendo) discutere. Numerosi le voci che si sono opposte alla mozione, tra cui anche quelle delle attiviste di “Non una di meno“, vestite da “ancelle”, presenti in balconata durante la seduta del consiglio.

Con l’approvazione della mozione saranno ora attivate iniziative volte a “proclamare Verona Città a favore della vita”, in particolare “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale ‘culla segreta’, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali”.

“Alcuni punti della legge – ha sottolineato il consigliere Zelger – sono stati in gran parte disattesi, nonostante le numerose iniziative pubbliche dell’assessorato alla Sanità del Veneto per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Per questo, si ritiene che anche il Comune debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita”.

Dello stesso avviso, sorprendentemente, anche la capogruppo Pd Carla Padovani e la consigliera della Lega Anna Grassi: “E’ giusto ribadire il concetto che la vita va sostenuta e difesa dal concepimento alla sua fine”.

Diversamente la pensa Tommaso Ferrari, di Verona Civica: “La legge 194 ha ridotto il numero di aborti nel nostro Paese e non il contrario. Questa maggioranza si perde in discussioni inutili, con la presentazione di documenti che non hanno alcun senso”.

Per il Movimento 5 stelle “si tratta di un testo offensivo che va a colpire sia l’operato del sistema sanitario italiano sia la scelta personale di ogni cittadino – dichiara la consigliera Marta Vanzetto –. Non è una mozione pro vita, ma il semplice riconoscimento di contributi a qualche fondazione vicina all’amministrazione” precisa Alessandro Gennari.

“Sul calo della natalità ci sono molti fattori da valutare, certo non riconducibili all’entrata in vigore della legge 194 – sottolinea la consigliera Pd Elisa La Paglia –. Con questa mozione si critica una legge giusta, che fortunatamente questa amministrazione non è in grado di eliminare”.

“Si critica una legge per riconoscere contributi ad associazioni amiche al proponente – dichiara il consigliere Sinistra in Comune Michele Bertucco –. Verona non è una città di morte, ma una realtà sociale che ha sempre dato tanto per la vita”.

Contrariata dall’approvazione della mozione anche la deputata veronese Alessia Rotta: “Nella notte Verona e le sue cittadine hanno subito uno schiaffo inaccettabile. Il voto del consiglio comunale per dichiarare Verona “città a favore delle vita” ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini”. La vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico ha poi sparato a zero anche sul voto della Padovani: “Spiace che anche all’interno del Partito Democratico Veronese ci sia chi, come Carla Padovani, non abbia capito la gravità di quanto la Lega stava cercando di fare, rendendo il corpo delle donne una merce di scambio politico. Una grave responsabilità sia verso le cittadine e i cittadini, sia per non aver informato il gruppo e per non averlo rappresentato, ma abbiamo la consapevolezza che si tratta di una posizione del tutto personale”.