Dal 1° ottobre sono rientrate in vigore le consuete misure antismog invernali per il contrasto al Pm10: stop quindi, a parte eccezioni e deroghe, agli Euro 0-1 benzina, gli Euro da 0 a 3 diesel e i motocicli con certificato di circolazione rilasciato prima del 1° gennaio del 2000. Nessuno stop, invece, per i diesel Euro 4, il cui fermo è stato posticipato a gennaio 2021 e potrebbe essere addirittura posticipato ulteriormente a marzo 2021 per andare incontro alle famiglie già penalizzate dalla crisi economica e dal lockdown: ricordiamo che per la sola città di Verona si parla di oltre 14mila veicoli. Nel frattempo il comune sta tentando di incentivare la mobilità alternativa con nuove corsie ciclabili e la creazione di nuove “zone 30”. Ad affiancare l’amministrazione, in questi mesi, c’è stata anche FIAB Verona, che ha cercato di veicolare le giuste informazioni sulla mobilità sostenibile soprattutto nei confronti dei più giovani. Ne abbiamo parlato con il presidente di FIAB Verona, Corrado Marastoni, intervenuto ai microfoni di Radio Adige Tv.

«È stato fatto un primo passo importante per affrontare l’emergenza di una città che rischiava di essere travolta, con l’apertura delle scuole, dal traffico privato a motore e il comune ha fatto un salto di qualità nell’impegno anche con l’aiuto dei mobility manager e dei dirigenti e, nella zona più nevralgica degli istituti superiori nella zona di Cittadella, sono stati fatti dei passi importanti» ha detto Marastoni.

Stando all’ultimo report di FIAB, ci sarebbe stato anche un incremento importante dei ciclisti in città: «C’è stato un effetto continuazione di quello che si è provato alla fine del lockdown, quando i veronesi e gli italiani in generale hanno riscoperto il piacere di muoversi in maniera più sostenibile. – ha spiegato Marastoni – Specialmente nelle ultime settimane di maggio, quando ancora non si poteva usare facilmente l’auto molti hanno usato la bicicletta. Con gli incentivi dati per l’acquisto delle biciclette tante persone in più stanno considerando la possibilità di muoversi in bici. C’è stato un incremento importante del fronte studentesco: i dati che provengono dagli istituti superiori sono veramente notevoli. Il risultato è quello di un incremento delle due ruote del 27% o anche 30%».

Sul botta e riposta tra FIAB e il presidente di ACI Verona, Adriano Baso, riguardante i nuovi emendamenti al codice della strada: «Oltre agli emendamenti introdotti nel mese di luglio, che sono le cosiddette corsie ciclabili, quindi una versione più semplice delle piste ciclabili, una zona di rispetto che può essere usata anche dagli altri veicoli, sono state introdotte delle importantissime novità come la possibilità per le amministrazioni di istituire per le biciclette, in un senso unico, di andare anche nel senso contrario, come avviene all’estero. Il problema di Baso, come di ACI nazionale, è di cultura: queste cose esistono all’estero da almeno vent’anni e i dati dimostrano che accade esattamente il contrario di quello che viene paventato, nel senso che tutti sono più attenti e prudenti se sanno che la bicicletta può andare in senso contrario. Si parla di meno distrazione, meno velocità e un calo drastico dell’incidentalità. Senza contare il fatto che se si permette alle biciclette di andare anche in senso contrario di un senso unico, si facilita l’uso delle biciclette senza entrare nel traffico normale. Questo combina il movimento sostenibile in città e abbassa molto l’incidentalità».

Quali i prossimi passi per rendere Verona una città più sostenibile dal punto di vista della mobilità? «Queste novità per diventare effettive sulle strade devono essere applicate concretamente dall’amministrazione: all’estero ci sono appositi avvisi. In più ci vuole un po’ di coraggio per rendere meno permeabile la città ai mezzi privati a motore, specialmente intorno alle scuole. – ha concluso il presidente di FIAB Verona – Ci stiamo lavorando, naturalmente e piano piano contiamo di arrivare anche a questo».