Migranti: il modello dell’integrazione diffusa è efficace? IL SONDAGGIO
Sta facendo discutere in questi giorni la proposta del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia in merito all’accordo, primo in Italia, che dispone una cabina di regia con le Prefetture prima di suddividere i profughi sul territorio.
«Cerchiamo di evitare i mega assembramenti e cerchiamo di capire che distribuzione si può fare. La cabina di regia, composta da ANCI, Regione e Prefettura, ci permette di capire cosa viene deciso. Grazie al documento che ho proposto io, anche i sindaci sono dentro a questa partita, ma non per portarsi a casa gli immigrati, piuttosto per evitare che vengano portati senza prima essere consultati. La situazione è insostenibile, si deve risolvere e si deve capire che non è stata creata dall’attuale Governo. Cominciamo a “mettere i puntini sulle i” a livello europeo: noi vogliamo scongiurare le tendopoli e le nuove Cona. Facciamo di tutto perché ciò non accada. Non siamo “innamorati” dell’arrivo dei migranti, ma è una situazione che c’è e che quindi va o affrontata o subita», ha affermato Zaia.
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Spaccature, però, anche all’interno della Lega, come ha evidenziato il segretario del partito in Veneto, Alberto Stefani. «I sindaci della Lega del Veneto non si piegano ad atti di questo tipo. Scaricare richiedenti asilo come “pacchi postali” davanti ai Municipi, così come accaduto nei comuni del Vicentino, è un atto ostile che non fa parte della leale collaborazione che si deve instaurare tra Prefetture e Comuni. I sindaci, a differenza dei Prefetti, sono eletti dai cittadini e rispondono politicamente e giuridicamente alla loro Comunità. Dove c’è la Lega, prima si rispettano le comunità locali e le loro amministrazioni».
E poi: «Bisogna avere il coraggio di dire che l’accoglienza di tutti è impossibile. Lo è sempre stata. E che l’unico Ministro che è riuscito a limitarla si è preso due processi per sequestro di persona. Per me non è una questione negoziabile, è una questione di coerenza».
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