Migranti in Veneto, Zaia: «Cabina di regia con Regione e ANCI»

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha proposto un protocollo che istituisca una cabina con l'obiettivo di far fronte all'arrivo di migranti. «Dobbiamo affrontare la situazione per scongiurare tendopoli e nuove Cona». Si accende però il dibattito all'interno della Lega.

Luca Zaia Covid
Luca Zaia. Foto d'archivio

Regione e ANCI, in rappresentanza dei sindaci, hanno stilato un accordo, primo in Italia, che dispone una cabina di regia con le Prefetture prima di suddividere i profughi sul territorio.

«Cerchiamo di evitare i mega assembramenti e cerchiamo di capire che distribuzione si può fare. La cabina di regia, composta da ANCI, Regione e Prefettura, ci permette di capire cosa viene deciso. Grazie al documento che ho proposto io, anche i sindaci sono dentro a questa partita, ma non per portarsi a casa gli immigrati, piuttosto per evitare che vengano portati senza prima essere consultati. La situazione è insostenibile, si deve risolvere e si deve capire che non è stata creata dall’attuale Governo. Cominciamo a “mettere i puntini sulle i” a livello europeo: noi vogliamo scongiurare le tendopoli e le nuove Cona. Facciamo di tutto perché ciò non accada. Non siamo “innamorati” dell’arrivo dei migranti, ma è una situazione che c’è e che quindi va o affrontata o subita».

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Confapi Padova: «Una soluzione pragmatica e percorribile»

Confapi Padova si schiera apertamente per il modello dell’integrazione diffusa nei vari comuni, che meglio favorisce anche l’integrazione lavorativa, come riporta l’Ansa. «Gli imprenditori di Confapi Padova – afferma il presidente Carlo Valerio – sono pronti a offrire opportunità di lavoro e a promuovere l’inclusione sociale attraverso l’occupazione. Confapi Padova esprime il proprio sostegno alla proposta anticipata dalla Regione Veneto riguardante le azioni per governare la situazione d’emergenza migranti, ipotizzando azioni per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati in Veneto, nel segno della sostenibilità e sicurezza. Una soluzione – evidenzia Valerio – pragmatica e percorribile, in grado di garantire non una soluzione estemporanea, ma una pianificazione attenta e in prossimità con il mondo dell’industria, il quale fra l’altro necessita costantemente di nuovi lavoratori. Sposiamo quanto proposto dal Presidente Zaia, non certo “folgorato sulla via di Damasco”, ma obbligato come soggetto attuatore delle disposizioni di Protezione Civile a intraprendere azioni indifferibili in risposta all’emergenza dichiarata dallo Stato. Secondo un modello che può portare il Veneto a essere un paradigma».

Tosi: «Non ci può essere accoglienza indiscriminata nei Comuni»

Soltanto pochi giorni fa, il deputato di Forza Italia Flavio Tosi si era invece detto perplesso sul mancato coordinamento in relazione al protocollo voluto da Zaia per l’accoglienza diffusa dei migranti. «Ospitalità diffusa agli immigrati? Credo che Zaia, anziché avventurarsi in fughe in avanti, avrebbe dovuto coinvolgere direttamente tutti i sindaci e i segretari veneti dei partiti del centrodestra con i quali amministra la Regione e ancor prima chiedere indicazioni precise al ministro Piantedosi».

Tosi ha poi aggiunto: «La situazione è delicata e ancora devono essere fissate delle linee guida nazionali, pertanto si sarebbero dovute evitare iniziative individuali che di fatto hanno scavalcato tantissimi sindaci veneti. E condivido quanto ha detto il segretario della Lega Stefani, che è anche sindaco: non ci può essere accoglienza indiscriminata nei Comuni, a scatola chiusa, senza prima capire se e come un territorio può assorbire l’ospitalità. Ancor di più in un momento storico in cui tante famiglie venete sono alle prese con una grave crisi economica e inflazionistica che sta creando nuove povertà e marginalità». 

Dibattito all’interno della Lega

Anche la Lega si oppone a questo nuovo modello, come evidenzia il segretario della Lega in Veneto, Alberto Stefani. «I sindaci della Lega del Veneto non si piegano ad atti di questo tipo. Scaricare richiedenti asilo come “pacchi postali” davanti ai Municipi, così come accaduto nei comuni del Vicentino, è un atto ostile che non fa parte della leale collaborazione che si deve instaurare tra Prefetture e Comuni. I sindaci, a differenza dei Prefetti, sono eletti dai cittadini e rispondono politicamente e giuridicamente alla loro Comunità. Dove c’è la Lega, prima si rispettano le comunità locali e le loro amministrazioni».

E poi: «Bisogna avere il coraggio di dire che l’accoglienza di tutti è impossibile. Lo è sempre stata. E che l’unico Ministro che è riuscito a limitarla si è preso due processi per sequestro di persona. Per me non è una questione negoziabile, è una questione di coerenza».

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