Meloni: “Decreto dignità? Pieno di nuovi divieti”

“Più assumi, meno paghi”. Questa la ricetta che Giorgia Meloni ha ribadito anche oggi davanti ad una platea di imprenditori veneti, a Verona, nella sede di Cadit (via Torricelli). Il tema rovente è il Decreto Dignità al quale Fratelli d’Italia ha proposto un centinaio di emendamenti (tutti poi bocciati). Se non ci saranno migliorie, Meloni annuncia il voto contrario e anche un’iniziativa: “Dal prossimo ottobre organizzeremo una conferenza programmatica sulla produttività tradita in Italia e un tour con le forze produttive del Nord del Paese”.

Al convegno presenti anche il sentore Stefano Bertacco, il deputato Ciro Maschio e il  senatore Adolfo Urso, responsabile di Fratelli d’Italia nel rapporto con le imprese e le categorie produttive,  organizzatore del meeting di Verona, che ha dichiarato:“Siamo a fianco,degli imprenditori e degli artigiani veneti che protestano contro il decreto dignità e ci stupisce il tradimento della Lega nei confronti di chi produce e crea lavoro”. “Il decreto Dignità? Io lo chiamo decreto disoccupazione, perché è un disastro in termini economici e sociali. Per le imprese significa più burocrazia, più conflittualità, più divieti, più limiti e più contenziosi. In una parola meno libertà- continua Urso – Il dl Dignità – ha detto Urso alla platea – dovrebbe nelle intenzioni di Di Maio stabilizzare i precari, in realtà costringe le imprese a non rinnovare i contratti, cioè di fatto a licenziare, qualche volta a delocalizzare, in altri casi addirittura a chiudere. Dunque punisce sia le imprese che i lavoratori”.

“Il decreto – conclude il senatore – è ispirato da una filosofia punitiva nei confronti delle imprese ed è frutto di un pregiudizio. Il pregiudizio di chi non ha mai fatto impresa – peggio, di chi non ha mai lavorato – contro chi produce e crea lavoro. I grillini sono peggio dei comunisti, che facevano la lotta di classe a nome dei lavoratori; i grillini la fanno a nome di chi vuole il reddito di cittadinanza e non vuole lavorare. I comunisti puntavano alla rivalsa dei lavoratori contro i datori di lavoro sino a espropriare i mezzi di produzione, e come è andata a finire lo sappiamo. Oggi è pure peggio, questa è una nuova lotta di classe più perversa: tra chi fa impresa e chi lavora da una parte, contro chi non ha mai lavorato dall’altra”.

Meloni ha speso parole anche sulle nomine Rai: “Non ho condiviso il metodo, ma essere così sovranisti in italia non è un reato. Sentire parlare  il Pd di lottizzazione della Rai è ridicolo. La sinistra ci ha convinto a votare la nomina di Marcello Foa”. Sul congelamento della Tav, la leader è stata chiara: “Non abbiamo bisogno della mentalità tipica del M5Stelle, di quel continuo ‘non facciamo niente'”.

 

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