Meloni day: «Risolleveremo l’Italia»

All'alba di un nuovo giorno arrivano le prime dichiarazioni del leader politici che si sono dati battaglia in questa tornata elettorale. Motivata Giorgia Meloni, premier in pectore; pronostico duro per l'opposizione: PD e Movimento pronti al braccio di ferro

L’Italia ha scelto; anzi, i pochi cittadini alle urne hanno scelto: ha votato per il rinnovo del Senato e della Camera solo il 63,91% degli aventi diritto, 9 punti percentuale in meno rispetto all’ondata elettorale precedente (2018). Veneto sopra la media nazionale con oltre il 70% dei votanti che ha espresso la propria preferenza ma il numero si attesta in calo rispetto la media storica regionale.

Veneto che è una delle 10 regioni in cui Fratelli d’Italia è il primo partito alla Camera FdI e che ha quindi contribuito al trionfo di Giorgia Meloni: fa incetta di voti con con quasi il 26% di consensi. La leader romana si dichiara pronta a risollevare il Paese in uno dei momenti più complicati: «Governeremo per tutti, per unire un popolo esaltando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide; dando agli italiani l’orgoglio di sventolare il Tricolore. Fratelli D’Italia è stato dato per spacciato fin dal giorno in cui è nato, non avremmo dovuto avere futuro , ma non abbiamo mollato. Per anni siamo stati sulle stesse percentuali nonostante i sacrifici ma sapevamo che gli italiano, a un certo punto, ci avrebbero capito. Questa notte ci insegna che le scommesse sono sempre possibili».

Sui social rimbalzano post e foto della “premier in pectore” che, nel primo discorso di veglia elettorale, si rivolge ai cittadini citando San Francesco: «”Prima bisogna fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e alla fine ti scoprirai a fare l’impossibile”. E’ quello che abbiamo fatto noi».

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Cominciano ad arrivare i primi commenti dall’estero, tra questi anche il premier ungherese, Viktor Orbán saluta la vittoria della capolista di Fratelli d’Italia “Congratulazioni, vittoria meritata”, in un post su Facebook accompagnato da una foto dei due politici insieme. Intanto la CNN all’alba di questa mattina lancia un titolo caustico sulle sue pagine: “Giorgia Meloni destinata a diventare il primo ministro italiano più a destra dopo Mussolini”.

Il centrodestra avrà una maggioranza autonoma anche al Senato che era il vero dubbio della vigilia. La forbice dei seggi oscillerebbe da 109 a 119 seggi, più che sufficienti per navigare tranquilli. I numeri dei suoi alleati non sono altrettanto lusinghieri: la Lega di Salvini crolla all’8,5% con una leadership fiaccata rispetto agli scorsi anni e Forza Italia di Berlusconi rimane nei pressi con l’8%.

Le restanti fette della torta sono divise tra il Pd che si attesta sotto il 20% e il Movimento 5 Stelle che è al 14,8%. Dalla sede del Movimento arriva il commento del leader Giuseppe Conte: «Tutti ci davano fuori dal parlamento invece abbiamo messo a segno una rimonta significativa: siamo la terza forza politica e quindi abbiamo una grande responsabilità. Nella nuova legislatura saremo una forza di opposizione che esprimerà coraggio, determinazione e saremo sempre concentrati per realizzare il nostro programma. La rimonta conferma che quando si ha un progetto chiaro, ci si impegna con passione e si parla con sincerità ai cittadini questi rispondono. Lo dico subito: saremo intransigenti con il centro destra. Maggioranza in parlamento non vuol dire maggioranza nel Paese, questo è frutto di un cortocircuito elettorale. Inoltre, abbiamo davanti un sistema democratico che soffre la scarsa fiducia dei cittadini nelle istituzioni:he non si sentono partecipi e pensano di non poter incidere nella politica».

“Giornata triste” per il Partito Democratico come ha sottolineato la capogruppo alla Camera, Debora Serracchiani, in conferenza stampa al Nazareno: «Indubbiamente non possiamo, alla luce dei dati visti finora, non attribuire la vittoria alla destra trascinata da Giorgia Meloni. E’ una serata triste per il Paese. Siamo la seconda forza politica e faremo un’opposizione importante: abbiamo una grande responsabilità nella fase delicata che il paese sta affrontando. Credo che anche nel campo della destra debbano essere fatte riflessioni, soprattutto sul risultato della Lega; così come il terzo polo che non ha raggiunto gli obiettivo che si era dato. Ricordo che con questa legge elettorale la destra è maggioranza in Parlamento ma non nel Pese».

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