Maxi truffa piramidale, aperta la liquidazione di un’azienda veronese
Con sentenza dell’8 settembre 2023, il Tribunale di Verona ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale di Nexyiu Italia Srl, con sede legale a Verona, nominando quale curatore l’avvocato Bruno Piazzola del locale Foro.
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Le indagini
A seguito delle indagini delegate da questa Procura della Repubblica, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Verona ha eseguito due successivi provvedimenti di sequestro preventivo, a fini di confisca obbligatoria, emessi dal GIP del Tribunale scaligero per l’importo di circa trenta milioni di euro, corrispondendo all’ammontare delle imposte che si ipotizzano evase, cautelando beni (una villa nel Comune di Roma, denaro per circa 300mila euro, nonché alcune quote societarie) riconducibili alla predetta società operante sul web e al suo amministratore di diritto e di fatto, indagati per le ipotesi di reato di truffa ed evasione fiscale (infedele dichiarazione e omessa dichiarazione)
I provvedimenti cautelari intervengono nell’attuale fase delle indagini preliminari e sono basati su imputazioni provvisorie, che dovranno trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. La responsabilità penale sarà accertata solo all’esito di sentenza penale irrevocabile, vigendo la presunzione di innocenza prevista dall’art. 27 della Costituzione.
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Come funzionava la truffa
Le indagini hanno preso avvio dalle numerose denunce/querele presentate dai clienti della Nexyiu. I successivi approfondimenti investigativi delle Fiamme Gialle hanno consentito di assicurare plurime fonti di prova per ipotizzare il sistema truffaldino. Tramite la propria piattaforma (www.nexyiu.it), la società vendeva online pacchetti promozionali, sotto forma di gift card, che garantivano l’accesso a diversi servizi e all’acquisto di beni di consumo. Attraverso un classico sistema piramidale, poi, reperiva notevoli somme di denaro (oltretutto mai dichiarate al fisco) ai danni di numerosi clienti, italiani ed esteri, in realtà quasi mai beneficiari dei servizi promessi.
In sintesi, la truffa consisteva nella vendita di gift card che avrebbero dovuto garantire vantaggi commerciali e che invece poi si sono rivelati inesistenti.
Allo stato attuale gli indagati sono quattro italiani, mentre le persone offese, molte delle quali hanno già presentato querela, sarebbero più di mille, per una raccolta di denaro annuo pari nel biennio 2020/21 a circa 100 milioni di euro.
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