Matteo Faustini e il sogno di una Verona città metropolitana
Matteo Faustini, presidente dell’ordine degli Architetti di Verona, è intervenuto ai nostri microfoni per ribadire l’importanza che l’istituzione di Verona a Città metropolitana potrebbe avere per la città.
«Verona deve essere città metropolitana perché le potenzialità ci sono tutte – aveva ribadito nei giorni scorsi Faustini -. Ci sono, però dei nodi da risolvere, a partire dal chiarire le idee su quale deve essere lo sviluppo futuro della città, idee che vanno condivise con tutti coloro che la città la vivono e la progettano, a partire dagli Ordini professionali. Traffico e mobilità, densità ed espansione urbana, rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio culturale: sono i cinque punti del manifesto degli Architetti di Verona per i 100 anni che l’Ordine compie quest’anno. Cinque punti per una città inclusiva, smart, il più possibile a misura d’uomo, dove i cittadini possano muoversi liberamente con i mezzi pubblici il più possibile, e quindi tornare ad avere un’idea della città di prossimità».
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Perché la prospettiva di una Verona città metropolitana è così attrattiva?
Essere città metropolitana vuol dire essere parte integrante di un territorio e concepirlo non solo nel stretto ruolo di città ma con un raggio più ampio permette da un punto di vista legislativo e burocratico di snellire molte procedure. Bisogna avere una visione lungimirante di città, però, come è stata ai primi del ‘900. Ora è tempo di ripensare alla città del futuro.
Potrebbe essere l’occasione per fare un vero e proprio salto di qualità?
È giunto il momento di decidere. L’amministrazione che i cittadini hanno scelto ha il compito e il dovere di coinvolgere tutte le parti sociali, compresi gli ordini professionali, e deve decidere quella che sarà la Verona del futuro.
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