Martina sarà alla Festa del Pd di Quinzano

 Di ritorno dalla visita di qualche giorno fa al premier spagnolo Pedro Sanchez, il segretario nazionale del Partito democratico, Maurizio Martina, venerdì 3 agosto, sarà alla Festa dell’Unità di Quinzano, Verona.

Dall’Europa al razzismo dilagante che costringe ad una riflessione non più rimandabile tutti. Questi  i temi sul tavolo per l’incontro di venerdì sera in programma alle ore 20.30, intitolato “Un fronte progressista Mediterraneo per cambiare l’Europa”. Il format dell’iniziativa è quello dell’intervista, curata da Antonio Spadaccino, vice capo redattore del Corriere del Veneto.

Domenica 5 agosto sarà alla Festa di Quinzano il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio. Già in programma lunedì scorso ma bloccato a Roma per la discussione del decreto “dignità”, Delrio incontrerà i militanti e i partecipanti della Festa alle ore 19.

«Dopo tanti anni torna un segretario nazionale del Pd alla nostra festa», ricorda il deputato veronese Diego Zardini. «L’ultima volta fu Franceschini, nel 2009. Quest’anno la festa ha una valenza nazionale ed è dedicata ai temi dell’Europa, Martina non poteva mancare perché tutti ci rendiamo contro che il campo di scontro politico si sta sempre più spostando dagli stati nazionali a livello europeo. Noi crediamo che solo un’Europa unita e forte possa confrontarsi alla pari con giganti come Stati Uniti, Cina e Russia e imporre le proprie regole di mercato a multinazionali del calibro di Amazon, Google o Facebook, solo per citare le più note».

«Inoltre», conclude Zardini, «la cronaca degli ultimi mesi in Italia, ma anche in altri paesi europei, ci riporta un fascismo e un razzismo di ritorno a cui abbiamo il dovere di reagire. Tuttavia, non saranno gli slogan o semplici manifestazioni di solidarietà nei confronti delle decine di vittime di attacchi fisici a contrastare questo fenomeno. Se non ci mettiamo in testa di ridurre la distanza con le fasce più deboli della popolazione e di attuare programmi per eliminare le origini del disagio, rischiamo di fare delle operazioni buone per la nostra coscienza, ma inutili sul piano effettivo».