Marmolada: stop al turismo dell’orrore, chi non rispetta i divieti sarà denunciato

No al turismo dell'orrore sulla Marmolada Il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato una nuova ordinanza attraverso la quale viene circoscritta l’area di chiusura del massiccio della Marmolada, in seguito al distacco di un seracco sotto Punta Rocca. Intanto si aggiorna il bilancio dei decessi, che sale a nove, in seguito al ritrovamento di…

No al turismo dell’orrore sulla Marmolada

Il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, ha firmato una nuova ordinanza attraverso la quale viene circoscritta l’area di chiusura del massiccio della Marmolada, in seguito al distacco di un seracco sotto Punta Rocca.

Intanto si aggiorna il bilancio dei decessi, che sale a nove, in seguito al ritrovamento di altri resti. Quattro sono stati identificati dai famigliari, cinque sono ancora senza nome.

«Ora dopo ora si va consolidando un triste bilancio. In questi giorni avevo sempre cullato la speranza che qualcuno dei dispersi dopo la tragedia della Marmolada potesse essere ritrovato e curato. Non ci sono parole, se non lacrime» sono le parole del Presidente della Regione Luca Zaia.

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Il divieto di accesso al ghiacciaio

Il divieto di accesso è limitato al versante nord con la forcella Marmolada (da Villetta Maria sentiero E618-E619, prossimità Rifugio Dolomia sentiero E618-Altavia n. 2-E606, piazzale Cima Undici sentiero E618-Altavia n. 2-E606, val Contrin 602-602A). Si puntualizza che il divieto di percorrenza lungo i sentieri elencati in precedenza interessa anche gli alpinisti che risalgono la parete sud-ovest della Marmolada.

Sul sito dedicato all’accoglienza turistica sulla Marmolada, si specifica che «rimangono in vigore le ordinanze dei Comuni di Rocca Pietore, di San Giovanni di Fassa e di Canazei di chiusura del ghiacciaio della Marmolada». E si chiede: «Per cortesia no al turismo dell’orrore. Per rispetto delle vittime e delle famiglie».

I trasgressori saranno denunciati, ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale, fanno sapere le istituzioni. L’accesso all’area è consentito dunque solo agli operatori autorizzati che stanno conducendo le ricerche in quota (oltre che ai rifugisti di Punta Penia e Capanna Ghiacciaio). La zona è controllata dal personale di Corpo forestale del Trentino e Polizia locale della Val di Fassa.

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Le operazioni sono riprese nella prima mattinata di oggi, con l’impiego di droni. Nella giornata di domani, i tecnici soccorritori di Soccorso alpino, Vigili del fuoco permanenti, Guardia di finanza, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato effettueranno le ricerche via terra, con il supporto di cani appositamente addestrati. Le operazioni avverranno garantendo le condizioni di sicurezza degli operatori attraverso speciali tecnologie per il monitoraggio dei movimenti del ghiacciaio.

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