Zandomeneghi: «Verona Domani si presenterà con una lista autonoma»

Marco Zandomeneghi, consigliere comunale e coordinatore di Verona Domani, ha annunciato ai nostri microfoni che il movimento presieduto da Matteo Gasparato correrà da solo, e non con Battiti, come lista a supporto di Federico Sboarina. «Verona Domani vuole mantenere una propria identità».

Marco Zandomeneghi
Marco Zandomeneghi

Marco Zandomeneghi, consigliere di Verona Domani, ha annunciato che il partito correrà da solo come lista a supporto di Federico Sboarina. Il politico si è raccontato ai nostri microfoni, ripercorrendo la storia civica e politica di Verona Domani.

35 anni, ingegnere, ha iniziato la sua carriera politica a 19 anni… Una storia lunga, insomma.

Ho iniziato nel Gruppo Giovani di Alleanza Nazionale, poi mi sono dedicato maggiormente allo studio. Nel 2012, però, finito il percorso universitario, mi sono candidato in 6^ Circoscrizione. Ho cambiato il mio impegno, prima nella parrocchia di Santa Croce, e poi nell’ambito civico.

Per lei è stata una scelta facile, forse. Non tutti i giovani però hanno il suo stesso spirito politico. Cosa la spinse a dedicarsi a questo campo?

Devo dire che a volte me lo chiedo anche io. Come famiglia non siamo mai stati vicini alla politica, ma sin dai tempi dell’università io ne sono affascinato. Negli anni questo interesse si è sempre più concretizzato: riuscire a cambiare qualcosa, non senza difficoltà, è una grande soddisfazione. Mi dispiace tanto quando sento coetanei o anche più giovani dire “non andrò nemmeno a votare”. Credo che il maggiore impegno politico sia convincere i cittadini ad andare a votare. Temo che vedremo questo trend negativo anche nelle prossime elezioni.

Per quale motivo, secondo Lei, molti cittadini hanno iniziato ad allontanarsi dalla politica?

Credo sia dovuto proprio alla politica e al modo di fare politica. È un mondo difficile, pieno di attacchi e difficoltà. Spesso si tende a lasciare perdere, piuttosto che immischiarsi in questi contesti. In questi anni di politica attiva ho riscontrato tanta lentezza nella burocrazia amministrativa: credo sia anche questo a scoraggiare i cittadini. Con caparbietà però si riescono a ottenere grandi risultati, e questa è la soddisfazione più importante.

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Nel 2012 è entrato in Circoscrizione con incarichi nell’edilizia, e poi nel 2014 ha contribuito come fondatore alla nascita di Verona Domani. Un bel traguardo politico…

Sì, ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo che aveva veramente voglia di mettersi a disposizione in un ambito civico lontano dalle logiche di partito nazionali. Verona Domani è nata nel 2014 con il sottoscritto e altri due amici, Matteo Gasparato e Stefano Casali. In questi anni credo che il partito abbia fatto passi da gigante, arrivando in tutta la provincia con un’importanza di tutto rispetto. Questo traguardo è stato raggiunto passo dopo passo, stando vicini ai cittadini e dando le risposte alle domande che questi ultimi ponevano, fossero esse positive o negative.

Nel 2017 Verona Domani è arrivata a Palazzo Barbieri. È una bella emozione entrare lì dentro, nella culla della politica veronese?

È stata una grande emozione, sia sedersi in quell’aula la prima volta, sia tornarci dopo la pandemia. Rivedersi in viso, parlare di persona e confrontarsi è stato molto importante.

Non è facile governare a distanza: mantenere le relazioni davanti a un monitor è chiaramente differente rispetto al confronto in persona, giusto?

La politica è l’arte del compromesso. Ci sono idee diverse e ci si confronta e si trova un equilibrio insieme. Farlo attraverso un monitor è difficilissimo, mancava tutta la parte cosiddetta “fuori microfono”. Chi frequenta Palazzo Barbieri sa che a volte le decisioni più importanti si fanno in corridoio, piuttosto che in aula.

Veniamo ora ai cinque anni che si stanno per concludere: Verona Domani ha sempre avuto un’identità forte; ora va a sostegno di Federico Sboarina…

Io credo che in tutte le grandi famiglie ci siano momenti di confronto in cui magari spuntano alcune divergenze. Un programma elettorale cerca di analizzare e prevedere tutti gli scenari dei futuri cinque anni, ma è impossibile coprire tutte le ipotesi. A volte ci sono state opinioni diverse, ma quello che conta è venirsi incontro e trovare soluzioni, un obiettivo che da noi penso sia sempre stata raggiunto. Verona Domani vuole mantenere una propria identità, seppur con un restyling grafico e nuovi ingressi. Credo che questo sia la sua forza: mantenere la sua “civicità” che ci lascia slegati da logiche di partito e che pensa prima a sostenere i cittadini.

Qual è una cosa di cui va particolarmente orgoglioso, ripensando a questi ultimi cinque anni?

Devo dire che in questi anni ho cercato di essere il più attivo possibile e darmi da fare. Le soddisfazioni sono quindi tante, come le iniziative votate all’unanimità in Consiglio. Vado particolarmente orgoglioso dell’iniziativa di assumere cinquanta nuovi tecnici dell’edilizia privata. Il concorso purtroppo è durato molto tempo, a causa della pandemia, e ora sta volgendo al termine. Vado fiero anche dell’iniziativa legata alle giovani professioniste per la conciliazione lavoro-famiglia. È importante riuscire a incidere sul valore della famiglia.

Il 12 giugno il suo nome sarà tra quelli in lista o per il momento pensiamo al coordinamento di Verona Domani?

Il ruolo di coordinatore impegna molto. C’è bisogno di persone che si candidino e che coordino. Verona Domani si presenterà con una lista autonoma e quindi ci sarà molto lavoro dietro le quinte. Stiamo facendo le ultime valutazioni per decidere cosa fare, anche in relazione al mio lavoro e alla mia famiglia.

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