Maltempo, Zaia: “Condizioni per tempesta perfetta”

Incontro stamattina tra il governatore del Veneto Zaia e l’Assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin, entrambi nella sede della Protezione Civile Regionale per un aggiornamento sulla situazione maltempo. Il primo picco di pioggia è iniziato nel pomeriggio e si concluderà nella tarda serata di oggi.

Il Presidente della Regione Luca Zaia, giunto in mattinata nella sede della Protezione Civile Regionale a Marghera, dove opera l’Unità di Crisi istituita per seguire l’andamento dell’ondata di maltempo che sta investendo il Veneto, ha fatto il punto della situazione con l’Assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin e i tecnici che, da ieri mattina, monitorano ora dopo ora l’evolversi della situazione.

Durante l’incontro è stato compiuto un esame rispetto alle zone più colpite tra cui le province di Belluno, Vicenza, Venezia, Padova, Treviso e anche Verona. In particolare, nella città scaligera il fiume Adige ha superato la seconda soglia di guardia. L’assessore Bottacin ha riportato le previsioni previste per il resto della giornata indicando il primo picco massimo dal tardo pomeriggio fino a tarda serata. Sono già circa 10mila i volontari della protezione civile allertati, dei quali un migliaio parte di squadre specializzate.

Il presidente Luca Zaia si è detto preoccupato “perchè la previsione originaria ci parlava di 400 mm di acqua per metro quadro e ora sono 40 cm. La situazione è questa: il terreno è già saturo, i fiumi sono sufficientemente pieni e in mare c’è l’acqua alta. Abbiamo le condizioni per la tempesta perfetta” – ha dichiarato Zaia – Ricordo che nel 2010 l’alluvione ha colpito 135 comuni veneti e 10.400 famiglie e imprese. La differenza sta nel fatto che ora non ha nevicato ma soprattutto che allora non avevamo le opere che oggi ci sono. Abbiamo messo in sicurezza gli argini dei corsi d’acqua, abbiamo realizzato i bacini di laminazione, come Trissino e Caldogno, e altri ne stiamo realizzando. L’allerta rosso di questi giorni è per noi quindi uno “stress test” per capire se le opere realizzate sono già sufficienti per affrontare situazioni estreme”.

In queste ore è in corso la decisione, di concerto con le altre Regioni interessate, di attivare uno svaso dell’acqua dell’Adige nel lago di Garda attraverso la galleria Mori Torbole, cosa che non avviene da quasi vent’anni, con lo scopo di alleggerire l’ondata di piena nelle località toccate dal basso Adige.

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