Lunedì si riapre tutto, ecco le regole

Approvato a tarda notte dal Consiglio dei Ministri il nuovo decreto legge che disciplina dal 18 maggio fino al 31 luglio le modalità di svolgimento delle attività commerciali e produttive. Ogni Regione dovrà monitorare giornalmente l’andamento dell’epidemia sul proprio territorio.

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C’è l’accordo tra governo e Regioni. «Un’intesa che ci permette di essere operativi e ci mette subito nelle condizioni di aprire da lunedì» così il governatore Zaia all’agenzia Adnkronos. Il decreto legge disegna il quadro normativo all’interno del quale potrà legiferare la singola Regione e il singolo comune con appositi decreti e regolamenti. In assenza di protocolli regionali, si applicano i principi contenuti nelle linee guida nazionali. Vediamo insieme le principali misure che permettono di riaprire lunedì contenute nel documento della Conferenza delle Regioni

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PARRUCCHIERI E CENTRI ESTETICI

Oltre alla differenziazione degli ingressi tramite l’obbligo di prenotazione, gli spazi dovranno essere riorganizzati, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.

L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).

In particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata,
l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

Nelle aree del locale, bisogna mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli
operatori.

Obbligatorio assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Bisogna igienizzare le postazioni di lavoro dopo ogni cliente.

L’uso di saune, bagni turchi e vasche idromassaggio è vietato.

RISTORANTI, BAR E ALBERGHI

Bisognerà privilegiare l’accesso con prenotazione in modo da riuscire a differenziare gli ingressi. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5.

È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in
particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno. La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche.

Obbligatorio garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro tra i tavoli, privilegiando le sedute esterne. Vietati i buffet. I camerieri dovranno usare la mascherina e i clienti potranno toglierla solo una volta seduti al tavolo.

Per i bar, la consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti.

Per le strutture ricettive, l’utilizzo degli ascensori dev’essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale, pur con la mascherina, prevedendo eventuali deroghe in caso di componenti dello stesso nucleo familiare/gruppo di viaggiatori.

CIRCOLAZIONE

Resta vietato fino al 2 giugno lo spostamento in una regione diversa da quella in cui ci si trova (sia utilizzando mezzi di trasporto pubblici che privati). Salvo per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute, resta garantito il rientro presso il proprio domicilio. Queste prescrizioni valgono anche per gli spostamenti da e per l’estero.

Per le persone in quarantena in quanto risultate positive al Covid, rimane confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora fino all’accertamento della guarigione.

Continua a sussistere il divieto di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Per quanto riguarda il capitolo funzioni religiose, la partecipazione è permessa se viene svolta nel rispetto dei protocolli governativi.

COSA RISCHIA CHI VIOLA LE PRESCRIZIONI

Se non vengono rispettate le indicazioni presenti nei protocolli, l’attività economica o produttiva viene sospesa fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. La violazione delle disposizione prevede il pagamento di una sanzione amministrativa che va da 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo. Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.