Lo striscione al Bentegodi diventa caso nazionale, Di Maio: «Ripugnante». Zaia: «Indegno»
Continua l’ondata di indignazione per lo striscione apparso davanti allo stadio Bentegodi prima della partita fra Hellas Verona e Napoli. Oltre alle reazioni della politica locale e del giornalista Paolo Berizzi, sul tema si espongono anche il ministro Luigi Di Maio e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
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Di Maio: «Non c’è ironia, ma solo idiozia dietro questo striscione»

«Un messaggio ripugnante» scrive sui social il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Lo striscione contro Napoli e i napoletani esposto da tifosi, o presunti tali, dell’Hellas Verona è grave e va condannato da tutti, senza distinguo e senza giustificazioni. Questa guerra è reale, non è finzione, non è un gioco».
«Le notizie che arrivano dall’Ucraina sono agghiaccianti, oggi è stato ucciso anche un giornalista americano, mentre svolgeva il suo lavoro. Ogni giorno il bollettino di guerra è sempre più allarmante. Bambini, donne, intere famiglie stanno perdendo la vita sotto i colpi mortali dell’esercito russo. È vergognoso il gesto ed è vergognosa l’intenzione di questi pseudo tifosi. Non c’è ironia, ma solo idiozia dietro questo striscione. Ripeto: serve immediatamente una tregua umanitaria, bisogna fermare questa guerra. Non è più rinviabile».
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Zaia: «Verona non è quello striscione»

«È indegno e non c’entra nulla col tifo o col calcio lo striscione di sedicenti tifosi veronesi apparso poco prima della partita Hellas Verona-Napoli. C’è da vergognarsi a lanciare simili messaggi, altro che goliardia. Però la città di Verona non è quello striscione, anzi…». Così il presidente del Veneto, Luca Zaia.
«Verona e i veronesi sono invece sempre simbolo di accoglienza e solidarietà, basti pensare che in questi giorni le associazioni, le istituzioni locali, le famiglie o le autorità sanitarie stanno facendo il massimo per ospitare, aiutare e curare chi scappa da questa folle guerra. Quello striscione – conclude il presidente Zaia – non si può vedere, ma ripeto: Verona non è quello striscione».
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