Le reazioni veronesi del sì al referendum
Affluenza buona in provincia, sotto la soglia del 50% nel comune di Verona. Soddisfatti il M5S, Fare!, il sindaco Sboarina. Aria di contrasti sul Pd, diviso tra l’astensione di D’Arienzo e il sì di Orietta Salemi.
Forse stanchi delle solite fugaci parole (Fantinati, M5S), i veneti e quindi anche i veronesi sono passati ai fatti. E si sono esposti, andando alle urne. L’affluenza tra centro e provincia ha raggiunto il 55,5%, poco meno rispetto alla media regionale che ha toccato il 57, ma pur sempre oltre il quorum richiesto del 50 +1. Soglia non raggiunta nel comune veronese, dove “solo” il 45,5% è andato a votare. “Un risultato storico”, comunque, secondo il sindaco di Verona Federico Sboarina. Entusiasta si è detto anche il portavoce alla Camera per il M5S Mattia Fantinati, che parla di “esito quasi plebiscitario”. “Un segnale politico importante” secondo la senatrice di Fare! Patrizia Bisinella. Non si può parlare di quiete politica invece nel partito democratico veronese, che traccia una crepa tra il sì del deputato veronese del Pd Gianni Dal Moro e di Orietta Salemi, e l’astensione del deputato Vincenzo D’Arienzo. La consultazione referendaria per D’Arienzo sarebbe stata infatti solo una campagna contro il governo e il Pd. Una cosa è certa: chi è andato a votare, lo ha fatto per dire sì.
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