Le cooperative al tempo del Covid: la struttura “I Cristalli”

Sono circa un centinaio le cooperative regionali, afferenti a Confcooperative Federsolidarietà Veneto, che nonostante il periodo di difficoltà dettato dall’emergenza sanitaria stanno continuando a operare per garantire continuità assistenziale ai propri ospiti. Tra queste realtà, la struttura per minori e adolescenti “I Cristalli” di Badia Calavena, che accoglie ragazzi dai 12 ai 18 anni con psicopatologia rilevante.

Loro ci sono anche in tempo di covid per i ragazzi e gli adulti fragili e in difficoltà.  Sono quelli che, all’interno di Confcooperative Federsolidarietà Veneto, gestiscono le residenze per persone con problemi di salute mentale. Tra questi anche la cooperativa sociale Promozione Lavoro di Badia Calavena, struttura diurna che accoglie ragazzi dai 12 ai 18 anni con psicopatologie e fragilità.

I numeri regionali raccontano che le cooperative sociali afferenti a Confcooperative Federsolidarietà Veneto gestiscono circa un centinaio di strutture residenziali per un totale di 830 persone accolte e 500 lavoratori impiegati tra operatori socio-sanitari, educatori, infermieri, psicologi, altri professionisti socio-sanitari, ma anche cuochi e addetti alle pulizie. 

Questi servizi che costituiscono veri e propri presidi di welfare di prossimità nel territorio vengono garantiti e gestiti grazie alla collaborazione e al contributo della Regione del Veneto e delle Aziende ULSS di competenza. Regione, ULSS e cooperative sociali stanno assicurando, nonostante le difficoltà, la continuità assistenziale anche in questo periodo di crisi sanitaria.

Vista la situazione sanitaria le cooperative sociali hanno dovuto sobbarcarsi in questo ultimo periodo l’aumento dei costi di gestione per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività (es.: modifica dell’organizzazione delle attività, nuove assunzioni di personale per sostituire eventuali assenze, aumento del personale dedicato alle pulizie, costi sanificazioni, acquisto mascherine e altri dispositivi, etc…). 

«Uno sforzo per le cooperative sociali e per i propri lavoratori, che stanno dimostrando davvero di mettere al centro le persone più fragili, per garantire loro cura e protezione. – afferma Roberto Baldo, Presidente regionale di Confcooperative Federsolidarietà – Ci sentiamo di dire grazie ai nostri lavoratori» visto l’impegno che stanno dimostrando, con turni più intensi per coprire eventuali assenze di colleghi in quarantena e procedure di lavoro più rigorose per mettere in campo tutte le azioni possibili per contenere il rischio di diffusione di Covid-19. Lavoratori che continuano a creare quel clima familiare così essenziale a chi fatica più di altri a vivere questo periodo così complesso.

Per organizzare e studiare al meglio il servizio Confcooperative Federsolidarietà Veneto è impegnato stabilmente con una apposita commissione di lavoro sull’ambito della salute mentale per elaborare, recepire, strutturare e aggiornare procedure e condividere miglioramenti da proporre anche alla Regione del Veneto e alle Aziende ULSS titolari dei servizi che le cooperative sociali gestiscono in base a specifiche autorizzazioni e accreditamenti. 

Un esempio virtuoso tra i tanti che Confcooperative potrebbe citare è quello della struttura CTRP per minori e adolescenti “I Cristalli” di Badia Calavena nata nel 2016 per iniziativa della cooperativa sociale Promozione Lavoro e dal Comune, in condivisione con l’Azienda ULSS 9 di Verona.

Una struttura che accoglie ragazzi e giovani dai 12 ai 18 anni con psicopatologia rilevante che necessitano di un periodo di protezione e cura attraverso un intervento assistenziale e terapeutico dedicato. Una casa che può accogliere anche i ragazzi più fragili, per dare loro una risposta strutturata anche quando la famiglia non è in grado di contenere i comportamenti “dissociali”,  quando la scuola fallisce nel suo intento, quando altri servizi non sono organizzati per gestire determinate criticità. Un’opportunità di cura importante che il Covid non ha fermato e che gli operatori della cooperativa hanno saputo riorganizzare al meglio per continuare a dare un servizio di qualità.   

I Cristalli non ha infatti mai chiuso il servizio, ma si è riorganizzato, anche a proprie spese, con dispositivi di protezione, mascherine e tamponi rapidi e molecolari, già fatti in tre tornate con nessun ragazzo risultato positivo. Dodici i ragazzi ospitati, “rinchiusi” in un certo senso dentro la struttura causa covid ma, grazie alla didattica a distanza, alle attività magari separate stanno cercando di vivere una loro normalità nella particolarità del momento sanitario.