Laura Bocchi: «Disabilità e benessere animale sono i temi che ho a cuore»
È stata presentata qualche giorno fa alla Locanda degli Scaligeri la candidatura alle prossime elezioni amministrative, in lista Lega, dei consiglieri uscenti Laura Bocchi e Andrea “Macario” Velardi. Si presentano “in tandem”. A parlarne ai nostri microfoni è proprio Laura Bocchi.



Qualche giorno fa la presentazione assieme al consigliere uscente Andrea Macario Velardi. Una conferma e un apparentamento al voto, giusto?
Sì, grazie alla legge elettorale che permette di votare un uomo e una donna purché candidati nella stessa lista, io e Andrea abbiamo deciso di fare questo famoso “tandem” e ripresentarci ai nostri elettori. A mio avviso era una candidatura un po’ scontata, che avevo già annunciata. Ho lavorato intensamente su alcune tematiche per cinque anni e volevo quindi continuare su questa strada. Essendo io e Andrea tra i consiglieri più “accesi” su determinate battaglie, abbiamo deciso di abbinarci. Nonostante siamo diversi nel modo di porci, un po’ come il giorno e la notte, ma ci unisce il fatto di voler vedere concretizzate le nostre iniziative.
Guarda l’intervista su Radio Adige TV
Parlava di iniziative e i temi: i due filoni che l’hanno accompagnata in questi anni sono il tema delle disabilità e quello del benessere animale…
Sì. Nell’ultima conferenza stampa sul tema dell’autismo che abbiamo realizzato abbiamo presentato un libricino, Il superpotere di Cressida, consegnato recentemente nelle scuole e che parla di questa bambina che è un’extraterrestre che proviene dal “pianeta Autismo” che cade sul pianeta Terra. Abbiamo voluto dare l’idea diversa della disabilità perché questa bambina non è meno capace di altri di fare cose, e quindi togliamo il concetto di pietismo verso i disabili.





Su questi temi occorre fare tanta informazione, ma anche formazione, giusto?
Durante una conferenza stampa con il Coordinamento Autismi Verona abbiamo parlato del progetto di formazione “primi soccorritori”. Spesso, durante le emergenze, i Vigili del Fuoco o i soccorritori in generale non sanno bene come comunicare con le persone con autismo. Da qui è partita l’idea della formazione per queste persone.
Questa sua attenzione al mondo delle disabilità e dell’autismo nasce da un’esperienza personale. Ce ne vuole parlare?
Ludovico, mio figlio, è un bambino autistico non verbale. Per fargli capire come si svolgerà la giornata comunichiamo quindi attraverso le foto, come per esempio l’immagine dell’asilo o dei nonni.
Il messaggio che ripetete spesso nelle vostre iniziative è l’importanza di diagnosticare presto l’autismo. Questo è un punto fondamentale, giusto?
Assolutamente sì, è fondamentale. Qui a Verona abbiamo un centro regionale molto importante e che aiuta in questo. Ludovico è stato diagnosticato autistico a due anni, quindi sicuramente una diagnosi precoce. L’autismo non è una malattia, quindi non esistono cure, ma vi sono degli interventi che quanto più precocemente partono e quanto più agiscono sulla plasticità del cervello dei bambini.



Questa sua sensibilità ha toccato tutto il Consiglio Comunale, anche le istituzioni veronesi. Tante sono state le iniziative proprio sul tema della disabilità e delle persone fragili, infatti…
Diciamo che quando le difficoltà ti toccano in prima persona ti rendi conto di tante cose. I cittadini ci votano per essere rappresentati, e nulla più di un’esperienza personale ti aiuta ad accomunarti e avvicinarti a loro. Mio figlio è stato un regalo e la sua diagnosi è arrivata dopo pochi mesi che ero entrata a Palazzo Barbieri. Questo mi ha aiutato ad aprire gli occhi sull’autismo, ma anche sulle altre difficoltà e disabilità e su quanto importante fosse la rappresentanza di esse.
Poi l’altro tema di cui si è occupata è quello del benessere animale. Anche qui sono state messe in campo tante iniziative, giusto?
In realtà è forse il primo filone che ho intrapreso quando sono entrata in Consiglio Comunale. Ne avevo parlato già durante la campagna elettorale e poi una volta eletta ho parlato con il sindaco Sboarina e gli avevo comunicato il mio desiderio di occuparmi di questo tema. Da lì abbiamo realizzato un sacco di iniziative e campagne di sensibilizzazione. A Verona abbiamo istituito il primo albo di coloro che aiutano a monitorare le colonie feline, per esempio. L’idea è poi sforata oltre ai confini veronesi e infatti anche a livello nazionale alcune amministrazioni stanno prendendo spunto.



Un’importante collaborazione è poi quella con LAV. Di cosa si tratta?
LAV ha proposto ai vari candidati sindaci dei punti e delle mete da raggiungere e noi abbiamo lavorato in questi anni in questa direzione. Se non ci fossero le associazioni animaliste non andremmo molto lontano. Abbiamo collaborato con loro, ma anche con ENPA, con la Lega di protezione animale, Tribù Animale e tante altre. Abbiamo fatto cinque anni di collaborazione in cui abbiamo portato avanti i loro consigli e quindi ci è sembrato normale continuare con loro, dando la nostra volontà ad andare avanti in questo percorso.
Un’iniziativa riguarda anche l’attualità. Avete infatti spedito un pacco contenente cibi e prodotti per animali, con destinazione l’Ucraina. Non solo aiuti, ma anche adozioni. Sono arrivati a Verona infatti i primi cuccioli direttamente dall’Ucraina…
Noi non lasciamo indietro nessuno, tantomeno gli animali. Abbiamo quindi attivato questo procedimento di accoglienza degli animali arrivati dall’Ucraina e quindi il Comune di Verona è stato il primo ad aver accolto dei cani che arrivavano dalla guerra e abbiamo poi organizzato la raccolta cibo da spedire nelle zone colpite dal conflitto.



Chiuderei questa intervista con un impegno sociale legato al mondo animale. Qualche mese fa è infatti partita un’iniziativa che coinvolge gli amici a quattro zampe, ma anche i detenuti della Casa Circondariale di Montorio. Di cosa si tratta?
Quello degli animali e della socialità e fragilità sono due temi che vanno di pari passo. Anche in questo caso è stato attivato il progetto “Orme oltre le mura”, un compendio e una zona di rifugio all’interno del carcere. Qui i detenuti imparano a prendersi cura dell’animale, il senso di responsabilità e il concetto di relazione ed empatia. E poi hanno imparato un lavoro, questa realtà è infatti aperta ai cittadini, che se vogliono andare in vacanza possono portare qui i loro amici a quattro zampe.


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