La versione di Ventura: “Ora basta menzogne”

Le dimissioni di Ventura, ufficializzate ieri attraverso un comunicato apparso sul sito del Chievo, hanno alzato un polverone e l’ex allenatore gialloblù risponde con una lunga dichiarazione all’Ansa. “Io e la società volevamo raggiungere la salvezza attraverso due strade diverse. Mi sarei dimesso anche in caso di vittoria con il Bologna”

Stavolta Ventura non accetta attacchi personali e spiega in una lunga dichiarazione all’Ansa i motivi delle sue dimissioni. “Ho lasciato il Chievo non per i risultati, sarei andato via anche in caso di vittoria col Bologna, ho lasciato perché io e la società volevamo raggiungere la salvezza attraverso due strade diverse. E ho rinunciato a due anni di contratto senza chiedere né pretendere alcunché.” Poi continua: “sono arrivato al Chievo per amicizia, perché il presidente Campedelli è un amico, e perché il momento di difficoltà della squadra coincideva con la mia grande voglia di riprendere ad allenare. Ho poi deciso di interrompere il rapporto, non per i risultati, ma quando ho avuto la certezza che, benché volessimo raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la salvezza del Chievo, io e la società volevamo raggiungerla attraverso due strade diverse. A quel punto, né io potevo pretendere che loro sposassero le mie idee, né loro potevano pensare che io condividessi il loro percorso. Ho rinunciato a due anni di contratto con una rescissione consensuale senza chiedere né pretendere alcunché. Mi hanno riconosciuto soltanto il mese di lavoro.” Con queste parole Ventura ha voluto precisare com’è avvenuta la fine del rapporto con il Chievo.