La storia di Divine Karera Niyibigira, da rifugiata in Zambia all’Università di Verona
È la 26enne Divine Karera Niyibigira, studentessa originaria della Repubblica Democratica del Congo rifugiata in Zambia, la vincitrice del bando “Unicore, University for Refugees” 2022/2023, cui aderisce l’università di Verona nell’ambito delle azioni e del network Manifesto università inclusiva, proposto dall’Unhcr alle università italiane per facilitare l’accesso all’istruzione universitaria e il proseguimento degli studi di ragazze e ragazzi titolari di protezione internazionale.
Il progetto di Unicore
Accoglienza, unitamente a motivazione e merito, sono i capisaldi di questa progettualità di cooperazione allo sviluppo che si inserisce nel più ampio quadro dell’internazionalizzazione dell’Ateneo e che traduce, nella pratica, la strategia generale di accoglienza e inclusione nelle università. Unicore offre, infatti, l’opportunità a studentesse e studenti titolari di protezione internazionale di arrivare in Italia in maniera regolare e sicura, per proseguire i loro studi, frequentando un corso di laurea magistrale della durata di due anni, e li sostiene nel percorso di integrazione nella vita universitaria e in quella del territorio.
La storia di Divine Karera Niyibigira
La selezione avviata con il bando pubblicato l’1 aprile 2022 ha visto come assegnataria della borsa di studio messa a disposizione dall’ateneo scaligero Divine Karera Niyibigira, una studentessa originaria della Repubblica Democratica del Congo rifugiata in Zambia che, dopo aver conseguito il bachelor (laurea triennale, ndr) in Pharmacy presso l’University of Zambia, si è candidata per il corso di laurea magistrale internazionale in Molecular and Medical Biotechnolgy, un campo con enormi potenzialità per lo sviluppo di nuove soluzioni rivolte alla salute umana.
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Se ogni processo di accoglienza, pur partendo da una base condivisa, strutturata e pianificata, risulta essere unico, con diverse variabili, questo è ancora più vero se ci si trova di fronte a una situazione di particolare vulnerabilità. Nel caso specifico dell’ultima edizione Unicore 4.0, la progettualità ha dovuto essere adattata in tempi repentini, per renderla adeguata alle esigenze della studentessa, legate alla sua maternità, e a quelle del nascituro. Ciò ha significato riprogettare i profili legati al corso di studi, rendendoli possibili nel nuovo scenario. Ciò ha richiesto e richiede uno sforzo di flessibilità, un sostegno quotidiano basato sull’ascolto della studentessa, una collaborazione ancora maggiore con e tra tutti i partner e all’interno dell’Università con diversi enti, commissioni e aree organizzative, per tessere una rete di sostegno, corresponsabilità e integrazione, nonché per progettare strumenti e processi adeguati.
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