La siccità spinge i cinghiali in città

Nella provincia veronese sono diecimila i cinghiali, nasce così l'alleanza Coldiretti-CNCN per salvare i territori.

Si spostano dalla montagna alla campagna fino al centro città. I cinghiali sono un reale problema poiché non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone.
Una delle cause è sicuramente la siccità che assedia le campagne veronesi. I cinghiali, infatti, si avvicinano alla città a caccia di cibo e acqua, dopo aver fatto piazza pulita di quel che rimane delle coltivazioni e dopo aver messo in allarme gli allevatori di maiali per il rischio della peste suina.

Nella provincia veronese, nei territori del Monte Baldo e della Lessinia, i cinghiali sono circa 10.000 e i capi abbattuti nella stagione venatoria 2021-2022 sono 2600. A lanciare l’allarme è Coldiretti Verona in occasione della prima alleanza tra il mondo agricolo e quello venatorio e della gestione faunistica siglata a Roma, con la nascita dell’Associazione Agrivenatoria Biodiversitalia firmata a Palazzo Rospigliosi dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini e dal presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura (Cncn) Maurizio Zipponi.

Si tratta di una grande rete di migliaia di aziende per il monitoraggio e la gestione del territorio nazionale con l’obiettivo di rappresentare un argine alla proliferazione indiscriminata di fauna selvatica che mette a rischio la vita dei cittadini sulle strade e le
produzioni agroalimentari Made in Italy. Al centro dei progetti della rete vi è sicuramente la tutela dell’ambiente , attraverso una presenza capillare in grado di prevenire gli incendi e i pericoli legati al dissesto idrogeologico e la lotta al cambiamento climatico,
valorizzando il ruolo dei boschi.


«La situazione – precisa il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – è diventata insostenibile nelle campagne con danni economici molto elevati alle produzioni agricole, ma viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Con la mancanza di pioggia che ha ridotto anche del 30% i raccolti nei campi – continua Vantini -, i branchi dei cinghiali si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con evidenti rischi per la salute. È, pertanto, positiva la nuova associazione costituita con l’obiettivo di sostenere un’idea di campagna attrezzata, in grado di offrire servizi alle persone, attraverso la gestione dei beni comuni».


Coldiretti Verona ha, dunque, attivato al proprio interno un ufficio Fauna selvatica, il cui responsabile è l’esperto Massimo Sauro, che si occupa di tenere i rapporti con gli enti preposti alla gestione della fauna selvatica e con le associazioni venatorie e ambientaliste,
di intervenire dando supporto ai soci in caso di predazioni e di svolgere attività di monitoraggio, aggiornamento, formazione e informazione.

L’invasione dei cinghiali viene vissuta dai cittadini come una vera e propria emergenza, tanto che oltre otto italiani su 10, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti. Oltre che sul controllo degli animali selvatici, l’alleanza tra Coldiretti e Comitato Nazionale Caccia e Natura ha importanti effetti anche dal punto di vista economico per il comparto turistico e agroalimentare.

Si va dalla possibilità di garantire in futuro nei piccoli borghi anche del Veneto la presenza di corner per la commercializzazione dei prodotti agricoli locali alla costituzione di una vera e propria filiera certificata consenta lo sviluppo di una filiera della carne di selvaggina l00% italiana, tracciata e certificata, colmando così un vuoto. Nonostante il numero dei selvatici sia letteralmente esploso, la carne di cinghiale e dei suoi prodotti trasformati consumata nei ristoranti in Italia arriva per il 90% dall’estero.

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