La questione della chiusura di Costagrande (che non è ancora chiaro quando sarà)
“Non ci sono date certe sulla chiusura” chiarisce subito Nadia Gobbo, responsabile della cooperativa che gestisce l’aspetto della mediazione socio-linguistica del Centro di accoglienza per migranti sulle colline tra Avesa e Grezzana. Un quadro temporale preciso non l’ha fornito neanche il prefetto Salvatore Mulas che, oggi nel corso della presentazione del bilancio di quest’anno, ha parlato di “una prossima” chiusura del centro, per effetto di quanto prevede il Decreto Sicurezza.
Dopo le parole del Prefetto circa la vicina chiusura di uno dei Centri di Accoglienza straordinaria più grandi del territorio veronese, è arrivato immediato il plauso del Ministro alla famiglia Lorenzo Fontana che in una nota parla di “una bella notizia per Verona e per il territorio veronese. A lungo abbiamo denunciato i problemi generati dall’accoglienza forzata imposta dai governi negli anni passati. Ora, grazie all’azione del ministro Salvini, si passa dalla logica della continua emergenza a politiche razionali e di buon senso nella gestione degli immigrati”. Il Decreto sicurezza, approvato in via definitiva alla Camera, porterà una rivoluzione nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo ma la sua portata, come la sua pratica applicazione, non è ancora chiara. Sindaci, responsabili delle cooperative e chi è coinvolto nella complessa filiera dell’integrazione in queste settimane stanno interrogandosi sul futuro dell’accoglienza: i problemi non sono pochi. Come il caso di Costagrande. Nel suo periodo “di massima” è arrivato ad ospitare 500 persone, oggi il numero è decisamente più ridotto (poco più di cento) e andrà via via riducendosi. Non sono state ancora rese note le modalità con le quali si penserà ad una nuova ridistribuzione delle persone che da tempo vivono nella struttura, in attesa che la loro richiesta di asilo venga accettata.
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