La Paglia, dipendenze: «Cannabis light? I dati smentiscono il Sindaco»

«Quella sulla cannabis light è l’ennesima battaglia ideologica che il Sindaco raccoglie dalla parte più retriva e reazionaria della sua maggioranza».  Inizia così il comunicato inviato agli organi di stampa dal consigliere comunale del Partito Democratico Elisa La Paglia commentando il plauso fatto dal sindaco di Verona Federico Sboarina al ministro Matteo Salvini, intenzionato a chiudere tutti i negozi italiani che vendono la cosiddetta “cannabis light”.

«Dopo aver strumentalizzato la famiglia per promuovere teorie assurde sul ruolo della donna e contro gli omosessuali ora prende di mira i giovani in nome di convinzioni morali prive di verificati dati scientifici a soli fini propagandistici. A Sboarina sarebbe bastato partecipare martedì 7 maggio alla serata organizzata dalla seconda Circoscrizione presso le scuole Provolo in collaborazione con il dipartimento di Medicina delle Dipendenze dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e del Centro lotta alle Dipendenza Clad Verona per capire che le vere emergenze tra i giovani Veronesi si chiamano tabacco, alcool, antidepressivi, abuso di nuove tecnologie. – prosegue La Paglia – Mentre è scientificamente dimostrata la correlazione tra uso tabacco e alcool e droghe pesanti come la cocaina, non è stata accertata finora la medesima correlazione tra cannabis e droghe pesante, tanto meno se si parla di cannabis light».

Il consigliere Dem si affida anche alle statistiche per supportare le sue tesi, contrarie, evidentemente contrarie a quelle di Sboarina: «Una indagine scientifica recentemente elaborata dal dott. Zamboni su un campione di 628 giovani del territorio veronese e mantovano evidenzia che è ancora troppo alto il consumo di tabacco (fuma il 16,75% dei minorenni mentre il 21,94% dei giovani fa uso continuativo di tabacco) nonché l’abuso di alcool. Poco più del 60% dei giovani maschi intervistati e poco meno del 50% delle giovani donne hanno ammesso di essersi presi almeno una ubriacatura negli ultimi sei mesi. Ben il 6,97% del campione elaborato ammette inoltre di fare uso di benzodiazepine, che sono fortissimi psicofarmaci di cui è purtroppo molto comune l’abuso tra i giovani, oltre il 23% le assume senza prescrizione».

«Le “canne” sono passate di moda ma sono utili a fare foto coi cani antidroga e a nascondere i veri temi su cui bisognerebbe intervenire. Nei giovani l’assunzione di tabacco e l’abuso di alcool sono correlati a malesseri e disturbi psichici e psicologici come depressione e ADHD (Sindrome di da deficit di attenzione e iperattività) con conseguenze nefaste sulla formazione scolastica e intellettuale. Molto più che con l’uso di droghe. Chi fuma corre rischio maggiori di sviluppare ansia, depressione, consumo problematico di alcol e uso di sostanze e il 17% dei nostri giovani fuma. Vogliamo occuparcene invece di inseguire la facile propaganda di Salvini? – conclude Elisa La Paglia – Chiedo allora di finirla con l’ideologia e la strumentalizzazione dei giovani a fini politici e propagandistici. Si dia corso alla richiesta di audizione in commissione consiliare (risalente ancora a gennaio 2019) del Responsabile del Servizio di medicina delle Dipendenze presso l’Aoui di Verona Dott. Fabio Lugoboni per approfondire questi aspetti del mondo giovanile e studiare insieme ai veri esperti le iniziative migliori da prendere, non certo con gli allarmisti da strapazzo che fanno più danni che altro. Il Comune ha ora a disposizione l’Osservatorio OPERA per la prevenzione in età scolare, gli si diano dati reali e scientifici su cui lavorare, non le convinzioni ideologiche e morali del Sindaco».