La denuncia di Sofia Righetti: «Discriminata ai concerti in Arena»

L’attivista veronese per i diritti delle persone con disabilità in un post sul suo profilo Facebook annuncia: « Il 20 febbraio 2020 sarò la prima persona che porterà Arena srl, Fondazione Arena e Vivo Concerti in Tribunale a Verona, citandoli in giudizio per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità».

La modella vegana, già campionessa di sci alpino paralimpico, speaker al TEDx Verona e attivista lo scorso settembre aveva partecipato con il fidanzato al concerto degli Evanescence in Arena ma non era riuscita a godersi lo spettacolo «a causa delle postazioni completamente inadeguate adibite alle persone in carrozzina». Tradotto: le persone in piedi davanti a lei – nello spazio riservato a chi è in sedia a rotelle – le hanno impedito la visuale. (Qui tutta la storia)

«Troppi anni di rospi ingoiati in cui decine e decine di persone in carrozzina hanno pagato il biglietto per concerti extralirica, facendosi centinaia di chilometri, in cui non hanno visto nulla a causa delle postazioni completamente inadeguate adibite alle persone in carrozzina» si legge sul post di Sofia che nonostante gli ostacoli è andata fino in fondo «Ho proceduto facendo causa per discriminazione, sperando che una volta per tutti il Tribunale di Verona obblighi Arena srl e Fondazione Arena a terminare la condotta discriminatoria, adottando misure adeguate per la fruizione dello spettacolo a tutti gli spettatori, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche».

La ragazza, già madrina di altre sensibili battaglie, lancia un appello a tutti i veronesi con tanto di hashtag #iostoconsofiarighetti: «Io ci metto la faccia, il mio nome e il mio cognome, non ho paura di essere la prima a fargli una causa civile per la parità di diritti, ma ho bisogno di tutto il vostro supporto affinché venga fatta giustizia, in nome della musica, dei concerti e in nome della nostra bellissima Arena, che non merita che i suoi spettatori vengano discriminati e danneggiati così».