Kiev: «Tregua mai iniziata». Putin: «Sanzioni come dichiarazione di guerra»

Ancora nessun segnale di distensione dopo dieci giorni di guerra in Ucraina. Nonostante l'annuncio da parte di Mosca di una tregua di cinque ore per aprire corridoi umanitari e permettere l'evacuazione dei civili da Mariupol e Volnovakha, due località sotto assedio e sottoposte a intensi bombardamenti, ma di fatto finora l'iniziativa non è mai partita.…

Ancora nessun segnale di distensione dopo dieci giorni di guerra in Ucraina. Nonostante l’annuncio da parte di Mosca di una tregua di cinque ore per aprire corridoi umanitari e permettere l’evacuazione dei civili da Mariupol e Volnovakha, due località sotto assedio e sottoposte a intensi bombardamenti, ma di fatto finora l’iniziativa non è mai partita.

Secondo Kiev il motivo è che lungo il percorso la tregua non è rispettata dai russi. Il presidente Putin sostiene che «il lavoro dei corridoi umanitari, in particolare di quello di Mariupol, viene impedito dai nazionalisti ucraini». 

Putin ha anche dichiarato che «le sanzioni che ci vengono imposte sono come una dichiarazione di guerra». Intanto, come riporta Ansa, a preoccupare in queste ore è l‘avanzare verso una seconda centrale nucleare dopo quella di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, dove gli addetti lavorano da ieri sotto la minaccia delle armi.

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