Istituto Assistenza Anziani di Verona, intervengono Bozza e Tosi
Giornate caldissime per l’Istituto Assistenza Anziani di Verona. Dopo la settimana di assemblee e scioperi con tanto di presidio in piazza Bra annunciato per sabato prossimo, 23 gennaio, alle 11dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Csa, oggi a incalzare sono il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza e il consigliere comunale di Verona Flavio Tosi.
È proprio quest’ultimo a criticare per primo il comportamento, definito “inaccettabile”, del presidente Cappiotti: «Fa la guerra ai 500 lavoratori e ai pensionati dell’Ente chiedendo ingiustamente la restituzione di migliaia di euro ad ognuno. Le progressioni economiche, le indennità e le produttività degli ultimi dieci anni non si devono toccare, ogni centesimo spetta di diritto a dipendenti ed ex dipendenti. – tuona Tosi – Forse per qualcuno chi lavora nel campo dell’assistenza sanitaria in tempi di Covid è eroe solo a parole, poi nei fatti gli vuole togliere i soldi».
«Ieri il capogruppo della Lega alla Camera Molinari ha detto parole sacrosante, sottolineando l’impegno profuso da tutto il personale sanitario in questi mesi di pandemia, un impegno costato anche in termini di vite umane, salute, orari prolungati e turni massacranti. Il discorso di Molinari vale anche per tutto il personale dell’IAA che si è distinto per spirito di abnegazione. Il Sindaco Sboarina si faccia sentire per evitare questo scempio, rimuova Cappiotti se non vuole essere complice di questa ingiustizia» conclude Flavio Tosi.
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Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale di Forza Italia, nonché consigliere comunale della Lista Tosi, Alberto Bozza, che il 10 dicembre aveva chiesto all’Assessore Manuela Lanzarin una verifica ispettiva proprio nello IAA per la situazione Covid. Bozza oggi dice: «I dipendenti dell’Istituto Assistenza Anziani non possono essere trattati in questo modo. È grave che in un fase storica in cui il personale sanitario è in prima linea per assistere e accudire ospiti fragili, la direzione dello IAA voglia andare allo scontro con i suoi lavoratori. Lo trovo non solo inopportuno, ma anche indice di poca lungimiranza, di una visione limitata. Oggi chi lavora nel campo sanitario deve essere tutelato il doppio e invece in questo caso si sceglie lo scontro».
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