Iss: «Violare le norme è un rischio»

Nel corso della conferenza stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, il presidente Brusaferro ha chiarito la situazione: «La curva dei contagi è calata, ma non vanno violate le regole».

La curva dell’epidemia di nuovo coronavirus «va decrescendo, è un segnale che prosegue e stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni». Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall’istituto. Il tasso di contagiosità indicato con R0 risulta attualmente sotto il valore 1 ed è compreso fra 0,5 e 0,7.

«L’incidenza di letalità si conferma soprattutto nelle fasce d’età più elevate. Su 2400 deceduti, la maggioranza ha come prima causa infezione di Covid, invece il 12% ha cause che si sono sovrapposte», ha detto Brusaferro sottolineando che «Dall’analisi settimanale della cabina di regia tra ministero e Regioni si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive».

Brusaferro ha poi assicurato che si sta andando verso un numero di casi molto basso un po’ in tutte le regioni, inclusa la Lombardia. Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all’andamento dei casi nei primi giorni dalla riapertura che dal 4 maggio hanno segnato l’inizio della Fase 2, ma «allo stato epidemiologico attuale è difficile immaginare di poter riempire gli stadi. La fase 2 è molto delicata, è importante che il Paese riparta, ma il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione».

«Rispettare la distanza fisica, evitare le aggregazioni, lavarsi frequentemente le mani, usare le mascherine in luoghi chiusi e all’aperto se si parla con qualcuno: restano queste – ha detto l’epidemiologo Giovanni Rezza – le misure da rispettare anche nella fase 2», commentando le immagini delle numerose persone presenti ieri a Milano, nella zona dei Navigli.

Il presidente dell’Istituto ha poi chiarito sulle mascherine: «Per l’uso destinato alla popolazione, si possono utilizzare anche mascherine confezionate in proprio, come indicano video diffusi dai Centers for desease control. I modelli più sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso». Per quanto riguarda le app, Brusaferro ha detto che si tratta di uno strumento che agevola il lavoro sul campo ma non può sostituire il ruolo del personale che sarà designato al contract tracing. (Ansa)