Intervista a Zaia: «Autonomia? Non rubiamo nulla»

Fieracavalli, carenza medici e autonomia. Tanti i temi toccati dal presidente del Veneto Luca Zaia nell’intervista esclusiva ai microfoni di Radio Adige Tv.

Luca Zaia durante l'intervista a Radio Adige Tv
Luca Zaia intervistato da Radio Adige Tv

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ieri a Verona per l’inaugurazione di Fieracavalli, ha concesso un’intervista esclusiva a Radio Adige Tv. La fiera, il Covid, la cronica carenza di medici. Tanti i temi di discussione, ma uno su tutti: l’autonomia differenziata.

124esima Fieracavalli. Un momento importante che torna e che lei tra l’altro, ama molto.

Direi che questa è la fiera più grande al mondo. In Veneto 9mila allevamenti, 27.500 cavalli allevati, o meglio equidi allevati, perché 7700 sono asini. Ma ricordiamo anche questa è la fiera che oggi ci permette di dire che 2700 cavalli che rappresentano 60 razze nel mondo sono esposti qui a Fieracavalli di Verona. Per noi è un onore, ma è anche il segno tangibile del rapporto, della simbiosi che c’è tra i veneti e il cavallo.

Passando al tema sanità, la pandemia sembra passata, lo diciamo sottovoce. Come ne esce il Veneto?

Ne usciamo con molta esperienza in più. Una presa di coscienza che magari prima non c’era. Basti pensare che prima in ospedale nessuno portava la mascherina fra i visitatori. Oggi ci rendiamo conto che se abbiamo rispetto per i fragili, per i ricoverati bisogna tutelarli evitando di portare infezioni all’interno dell’ospedale. Dall’altro è stata una dura prova. Non è ancora finita perché comunque anche in questo momento 1056 ricoverati in Veneto e una cinquantina di persone in terapia intensiva.

Però, oggettivamente oggi il virus è endemizzato. Non è più il virus di due anni fa. Siamo davanti a un altro virus, a una mutazione che ci permette di dire che ci avviciniamo sempre più a quello che dovrà diventare la nostra influenza.

Sempre in tema di sanità, la carenza di medici. Le ha sottolineato di aver sempre fatto presente questo problema. Adesso qual è la situazione nella regione?

Da noi in Veneto mancano 3000 medici, circa 45mila in Italia. È stata sbagliata tutta la programmazione di questo Paese. Ci si è ostinati, si sono ostinati a mantenere il numero chiuso, a non selezionare i ragazzi in base alla meritocrazia, ma in base a un test d’ingresso. Oggi abbiamo una grave carenza di prove, la messa a nudo fino in fondo e direi che bisogna correre ai ripari velocemente.


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Ultimo grande tema, quello dell’autonomia. Sicuramente con l’arrivo del nuovo governo lei ha detto che si è partiti con il piede giusto. Quali saranno i prossimi passi per arrivare a questo traguardo?

L’autonomia non è una divagazione sul tema, è nella Costituzione repubblicana di questo Paese. È prevista in Costituzione, per cui chi è contro l’autonomia sostanzialmente fa due errori. Il primo che è contro la Costituzione, il secondo che non ha capito di cosa si tratta. Quando sentiamo dire “ma il Sud andrà in difficoltà, ma si ruba qualcosa?”. No, chi non avrà l’autonomia, avrà quello che aveva anche prima. Noi invece chiediamo che le competenze oggi gestite dallo Stato nei nostri territori siano date da gestire alle Regioni, alla nostra regione e ci trasferiscano le risorse che lo Stato spende ad oggi per gestire quella competenza.

Quindi non rubiamo niente a nessuno, non togliamo niente a nessuno. Autonomia è responsabilità, modernità e rinascimento.

Ecco, in chiusura qualcosa sul nuovo governo. Quali sono le attese per questo nuovo inizio?

L’imperatore Adriano nelle sue memorie diceva che il grado di soddisfazione è direttamente proporzionale alle aspettative, quindi aspettative ce ne sono molte. Si è creata una grande aspettativa tra i cittadini. Noi abbiamo una grande responsabilità, è quella di dar corso a quello che abbiamo promesso.

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