Influenza aviaria, censiti 168 focolai in Italia: 121 sono nel Veronese

Aggiornata la lista dei focolai di influenza aviaria in Italia, la maggior parte sono in provincia di Verona. Diramata anche una circolare dal Ministero della Salute.

allevamento avicolo focolaio aviaria
Allevamento avicolo, foto d'archivio.

In due mesi registrati 168 focolai di influenza aviaria in Italia

È stata aggiornata a oggi, da parte dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, la lista dei focolai di influenza aviaria registrati in Italia. Da metà ottobre sono 168 quelli di “influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame domestico in Italia”, fra H5 e H5N1. Una larga maggioranza di questi è in Veneto, di cui ben 121 nel Veronese.

Migliaia i capi da abbattere, tanto che nelle scorse settimana alcuni sindaci e consiglieri regionali hanno portato l’attenzione sulle difficoltà di smaltimento delle carcasse.

A questi focolai scoperti negli allevamenti, si aggiungono otto casi registrati fra volatili selvatici. Di questi, due sono gabbiani censiti a Verona, e un gheppio a Zevio.

Ieri il Ministero della Salute ha diramato una nuova circolare sul tema. Fra i vari punti, riassume l’evoluzione dell’epidemia: «Nel 2021, si sta assistendo ad un’epidemia di Influenza Aviaria ad alta patogenicità (HPAI), sostenuta da virus influenzale sottotipo H5N1, partita dalla Russia nel mese di luglio e poi dilagata in diversi Paesi quali Ucraina, Polonia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Croazia, Bulgaria, Ungheria Slovacchia, Danimarca, Finlandia, Belgio, Olanda, Italia».

«In Italia, in modo particolare, l’epidemia è diffusa maggiormente in Veneto, nelle province di Verona e Padova e Lombardia, nella provincia di Brescia e Mantova. All’inizio di novembre è stato confermato anche un focolaio nel Lazio, immediatamente circoscritto senza ulteriore propagazione del virus nella zona».

Sulla contagiosità per l’uomo, la circolare chiarisce: «I virus dell’influenza animale sono distinti dai virus dell’influenza stagionale umana e non si trasmettono con facilità tra le persone. Tuttavia, i virus dell’influenza zoonotica (virus dell’influenza animale che possono occasionalmente infettare l’uomo attraverso il contatto diretto o indiretto) possono causare forme di malattia nelle persone, con una variabilità clinica che va dalle manifestazioni lievi al decesso».

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La circolare del Ministero della Salute

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