Il ricordo di Madiha: «La persona migliore che abbia conosciuto». Domani una commemorazione
Una vita spezzata domenica mattina presto, in un modo assurdo. Madiha Rahmad, 29 anni, stava semplicemente camminando sul marciapiede di via Bassetti, a Verona, a due passi da Porta Vescovo, quando un’auto ha sbandato e l’ha portata via ai suoi cari. E non si dà pace Michele Lonardi, che l’aveva frequentata per due anni. La loro relazione non era poi continuata, ma l’affetto è rimasto: «Mi sono trovato subito a mio agio con lei, forse la persona migliore che abbia mai conosciuto».

Michele, coetaneo di Madiha, l’aveva conosciuta dopo un periodo pesante per lei. Era arrivata in Italia dal Marocco per il matrimonio con un connazionale, ma le cose erano subito iniziate ad andare male, malissimo. Così la separazione e l’arrivo a Verona. Dove aveva trovato delle amiche e per un paio d’anni ha frequentato Michele, che con la voce rotta la ricorda così: «Voleva trovare la sua felicità, poter continuare a lavorare e magari un giorno proseguire l’università. Prendere la patente. Una vita normale». La famiglia di Michele l’aveva accolta, racconta: «è diventata anche la sua famiglia, dove ha trovato l’amore e la serenità che per tanto le sono stati negati».
Sognava una vita serena, Madiha, ma le difficoltà non erano mancate. Il distacco da casa, il matrimonio chiuso con dolore, e poi anche l’addio al padre, scomparso qualche tempo fa, ma che fino a quel momento non le aveva mai fatto mancare il suo supporto e la sua vicinanza, seppure a migliaia di chilometri di distanza. Ricorda Michele: «Per lei era importante la figura del papà. La loro unione era molto forte».
Da qualche tempo Michele non frequentava più Madiha, «ma avremmo avuto ancora tante cose da dirci» sospira. Un pensiero, un messaggio, era stato affidato a un mazzo di fiori, portato sul luogo dell’incidente. Ora quei fiori sono già spariti. «Spero non sia stato un gesto di cattiveria» dice Michele.
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Se c’è un senso, per questa tragedia che senso non ne ha, Michele Lonardi vorrebbe che fosse un monito: «Sono ancora tante le morti legate alla guida sotto effetto di alcool. Bisogna parlarne di più, fare qualcosa. Non dovremmo accorgercene solo quando ci tocca da vicino». Il 26enne alla guida, infatti, è risultato positivo all’alcoltest.
La commemorazione
Domani, mercoledì 25 maggio, alle 21 ci sarà un momento di ritrovo per ricordare Madiha, proprio sul luogo dell’incidente in via Bassetti. Lunedì prossimo invece il ritrovo sarà alla pizzeria Al Porto, dove la giovane lavorava.
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