Il Questore chiude un altro bar per ragioni di ordine pubblico, è il nono
Costituiva luogo di ritrovo di persone pregiudicate e dedite al consumo di alcool e di sostanze stupefacenti: resterà chiuso per quindici giorni il “Bar Rivincita” di via Zeviani a Verona, zona Borgo Venezia. Lo ha disposto il Questore di Verona in seguito a ripetuti controlli che hanno fatto emergere evidenti criticità connesse all’ordine e alla sicurezza pubblica.
Il provvedimento di sospensione dell’autorizzazione comunale alla somministrazione di alimenti e bevande è stato notificato, oggi, al titolare del locale dagli agenti Divisione Polizia Sociale e dell’Immigrazione.
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Dai numerosi controlli effettuati dalle Volanti negli ultimi mesi, infatti, è emerso che l’esercizio in questione era assiduamente frequentato da soggetti con precedenti di polizia e sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e alcoliche: più volte, infatti, i poliziotti sono stati costretti ad intervenire per dirimere controversie tra avventori poi sfociate in violente aggressioni e risse a causa, nella maggior parte dei casi, proprio dell’elevato stato di alterazione in cui versavano le persone coinvolte.
Inoltre, nel corso di uno degli ultimi interventi delle Violanti nel bar in questione, da una verifica approfondita degli avventori, gli agenti hanno accertato che tre di questi si erano poco prima resi responsabili di un furto.
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Lo strumento della sospensione dell’autorizzazione
Il provvedimento adottato ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S si giustifica in considerazione dell’esigenza di garantire l’ordine e l’incolumità dei cittadini nella misura in cui, alla luce di quanto emerso, l’attività svolta dall’esercizio favorisce la perpetrazione di condotte illecite ed aggressive e costituisce ricettacolo di persone dedite allo spaccio e al consumo di droga.
«Si tratta del nono provvedimento di chiusura adottato dal Questore in un più ampio contesto di progetto sicurezza che privilegia il lavoro con i giovani, il dialogo con tutte le componenti sociali e la collaborazione a tutto tondo nel segno dell’amicizia istituzionale ma che non fa sconti laddove vi siano situazioni di illegalità o derive comportamentali pericolose per la comunità» spiega la nota della Questura.
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