Il Prefetto di Verona ha firmato un’interdittiva antimafia

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Il prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna

Il Prefetto di Verona Donato Cafagna ha firmato un’interdittiva antimafia a carico di un imprenditore residente a Castagnaro.

Il Prefetto di Verona ha emesso nei giorni scorsi un provvedimento di interdittiva antimafia nei confronti di Dino Grandi, originario di Bolzano e residente a Castagnaro nel Veronese, nel quadro di una procedura attivata dal Comune di Fratta Polesine (Rovigo) attraverso la Banca Dati Nazionale Antimafia ai fini del rilascio di una autorizzazione amministrativa.

Dalle indagini e dagli accertamenti condotti e in sede di esame da parte del Gruppo Interforze Antimafia è emerso che Grandi è inserito a pieno titolo, con ruoli di fiduciario, stretto collaboratore e gestore, in diverse attività economiche imputate direttamente o indirettamente a Francesco Piserà e a suoi prestanome. Piserà è sorvegliato speciale e indagato per rapporti con famiglie e gruppi legati alla ‘ndrangheta in Calabria.

In particolare la posizione di Grandi è venuta in luce nell’ambito dei procedimenti che hanno portato all’adozione di precedenti misure di prevenzione antimafia nei confronti di società e attività economiche nel settore turistico alberghiero riferite a Piserà. In particolare le interdittive del 26 maggio 2015 nei confronti di Piserà e della società G.F.A. srl con sede a Bardolino, del 17 febbraio 2016 nei confronti di Gabriele Piserà (figlio di Francesco) e del 5 dicembre 2017 di Niculae Andreea Georgiana.

Grandi è risultato inserito in vari contesti con funzione meramente strumentale ed a fini elusivi della normativa antimafia. In varie occasioni controllato in compagnia dei Piserà, padre e figlio, Grandi figurava, di volta in volta, dipendente, autista, collaboratore, addetto agli acquisti, in relazione ad attività economiche nel bresciano, in territorio veronese e in Toscana nonché amministratore-proprietario in alcune società ora non più attive.

Gli elementi raccolti integrano un quadro idoneo ad esprimere un giudizio di permeabilità all’infiltrazione della criminalità organizzata.