Il prefetto di Verona firma l’interdittiva antimafia per un’azienda di costruzioni

Nuova interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Verona. Questa volta nei confronti di un'azienda di costruzioni scaligera, «perché esposta a rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata per collegamenti con gruppi di matrice ‘ndranghetista».

Donato Cafagna, prefetto di Verona interdittiva antimafia
Donato Cafagna, prefetto di Verona

Il prefetto di Verona Donato Cafagna ha emesso nei giorni scorsi un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della Adige Costruzioni srl, società veronese costituita nel 2017, perché «esposta a rischi di condizionamento da parte della criminalità organizzata per collegamenti con gruppi di matrice ‘ndranghetista operanti in provincia e in altre aree del nord e del sud Italia», riporta la nota della prefettura scaligera.

L’attività di prevenzione antimafia della Prefettura di Verona a tutela del sistema produttivo legale è stata avviata a seguito della richiesta di iscrizione nelle White List da parte della Adige Costruzioni srl.

Gli accertamenti svolti hanno messo in luce un intreccio societario tra imprese che dietro un’apparente legalità sono risultate tutte, direttamente o indirettamente, riconducibili allo stesso assetto proprietario attraverso un sistema di intestazioni fittizie.

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Di questa articolata rete societaria funzionale allo sviluppo di attività illecite, ancora all’attenzione per ulteriori risvolti e accertamenti da parte del Gruppo Interforze Antimafia, fa parte la Garda Costruzioni srl, interdetta dalla Prefettura di Mantova a seguito dei controlli sui cantieri disposti in attuazione del Piano per la Legalità per i Mondiali di Sci Alpino “Cortina 2021”, e ad essa è collegata la Sefonarf srls, interdetta dalla Prefettura di Cosenza.

L’interdittiva antimafia nei confronti di Adige Costruzioni è stata adottata nel rispetto delle norme introdotte dal D.L. 152/2021, convertito con modificazioni nella legge 29 dicembre 2021, n. 233, recante Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose.

Tali disposizioni prevedono una fase di partecipazione al procedimento da parte del soggetto destinatario del provvedimento interdittivo, che ha facoltà di richiedere audizione e presentare memorie ed osservazioni.

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