Il Pd propone di vendere le farmacie Agec, Femca Cisl boccia l’idea

Durante un convegno del Pd di Verona è stata lanciata la proposta di alienare le 13 farmacie Agec per reperire fondi da impegnare sul fronte abitativo. Il sindacato Femca Cisl replica.

Convegno Pd sulla casa (02.12.2023)
Convegno Pd sulla casa (02.12.2023)

Riportare Agec a concentrarsi sulla sua mission originaria di dare una casa a chi non può permettersi i prezzi di mercato, recuperando risorse dalla dismissione di immobili non utilizzabili per finalità sociali ed eventualmente vendendo le 13 farmacie comunali che costituiscono una delle aree di azione dell’azienda comunale. Questa la proposta lanciata dal Pd di Verona nel corso del convegno sul diritto alla casa dello scorso 2 dicembre.

Una proposta, quella di alienare le farmacie, che però incontra la contrarietà del sindacato Femca Cisl Provinciale (Federazione Energia, Moda, Chimica e Affini).

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Durante il convegno del Pd, che si è tenuto al Magazzino M15-E di via Santa Teresa, è stato presentato un piano secondo cui per rilanciare la residenzialità pubblica a Verona serve un piano triennale da circa 14 milioni di euro. L’assessore Pd all’Edilizia popolare Federico Benini ha posto la necessità di operare «scelte coraggiose», valutando la convenienza, attraverso la redazione di una due diligence (attività di investigazione e di approfondimento di dati e informazioni relative all’oggetto di una trattativa, per valutarne appunto la convenienza), di una possibile alienazione delle farmacie comunali al fine di aumentare la capacità di manovra di Agec, che al momento non riesce a dare il dovuto ricambio al patrimonio residenziale comunale. Secondo l’analisi del Pd, lo sfitto non recuperato ammonta a circa 575 alloggi su circa 4mila in gestione, a fronte di uno sfitto “fisiologico” che dovrebbe attestarsi su circa 200 alloggi annui.

Federico Benini al convegno Pd sulla casa (02.12.2023)
Federico Benini al convegno Pd sulla casa (02.12.2023)

«Come Femca Cisl Provinciale, consideriamo tale idea sbagliata nel metodo e nel merito – dice il segretario generale Massimo Meneghetti –, anche se consideriamo il tema casa e della residenzialità pubblica e sociale uno degli argomenti strategici e prioritari da affrontare in questo particolare momento».

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Sbagliata nel metodo, perché «ci aspettavamo pieno coinvolgimento da parte del PD locale, ascoltando anche i suggerimenti che potevano dare tutte le parti interessate, prima di lanciare ogni possibile idea utile alla cittadinanza. Ma anche perché mettere lavoratori contro cittadini/inquilini non è una soluzione da PD, ma la classica guerra dei poveri che fa male a tutti e bene a nessuno».

Continua Meneghetti: «Ricordiamo appunto che a oggi vi sono circa 60 lavoratori occupati nelle farmacie e molti altri ancora di diverse sezioni che da questa area di business dipendono e che sarebbero impattati negativamente dalla cessione di ramo d’azienda. E prima di lanciare certe idee senza un piano ben preciso, sarebbe utile evitare di creare tensioni e preoccupazioni ingiustificate tra questi dipendenti e le loro famiglie».

Sbagliata nel merito perché «a valore stimato mezzo stampa, si capisce subito che l’eventuale guadagno ottenuto dalla vendita delle 13 farmacie porterebbe in dote a Agec qualche centinaia di migliaia di euro che non risolverebbero di fatto il problema. Inoltre le farmacie attualmente oltre a essere in grado di ripagarsi il mutuo, attivato con l’amministrazione Tosi, sostengono anche altre aree di business a servizio dei cittadini della stessa amministrazione come le mense e appunto il servizio casa e l’edilizia sociale».

«Non vorremmo che tale proposta nascondesse il tentativo di smembrare la società con la lenta e graduale dismissione delle varie aree di business verso altre aziende anche private. Vedi il tema della possibile cessione dei cimiteri e del forno crematorio a una società di paternariato pubblico-privato».

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La proposta della Femca Cisl Verona al Pd scaligero è quindi «di attivarsi insieme a noi per dar vita a un osservatorio sul tema presso la prefettura veronese con le categorie e le aziende interessate, le istituzioni e il sindacato per trovare risorse e soluzioni per affrontare il tema della sofferenza abitativa e della manutenzione degli immobili sfitti da restaurare e poi da assegnare secondo un ordine di priorità da concordare tra le parti. Il tutto a partire dall’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal PNRR e dai 30 miliardi di euro che il Fondo di Sviluppo e Coesione UE, mette a disposizione delle Regioni su tale capitolo nel periodo 2021-2027. Ma anche valutando la possibilità di utilizzare parte delle entrate dalla tassa di soggiorno che i turisti lasciano puntualmente come balzello alla città».

Meneghetti infine chiede «un incontro urgente con il Sindaco Damiano Tommasi e la Presidente di Agec Anita Viviani, per capire la loro posizione e cosa pensano della proposta del Pd locale, della nostra proposta e come intendono attivarsi in merito, in modo da garantire a tutti, Lavoratori e Cittadini la massima chiarezza e trasparenza».

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