Il Parlamento Europeo salva il vino italiano
Il Parlamento Europeo salva il vino italiano: tolta l’indicazione di cancerogeno
Il voto di ieri del Parlamento Europeo ha introdotto emendamenti che scongiurano l’etichettatura del vino come cancerogeno, alla stregua delle sigarette.
Le richieste delle Associazioni vinicole
Le Associazioni vinicole aderenti al Patto di Spello avevano richiesto agli europarlamentari italiani un intervento. Il motivo era scongiurare che le politiche di prevenzione contro il cancro si trasformassero in battaglie ideologiche contro le produzioni tipiche italiane.
La soddisfazione del Presidente del Movimento Turismo del Vino
«Siamo soddisfatti del risultato. La distinzione tra consumo moderato e abuso di alcol è stata chiarita. Un concetto fondamentale dal quale ripartire per attuare un’idonea strategia di lotta al cancro. Confusione e allarmismo non giovano alla corretta veicolazione del messaggio che si vuole trasmettere». Sono state queste le parole di Nicola D’Auria, Presidente del Movimento Turismo del Vino.

Entusiasmo anche dall’europarlamentare Paolo Borchia
Anche l’europarlamentare Paolo Borchia ha commentato entusiasta questa chiarificazione dall’aula di Strasburgo. «Voltiamo pagina, finalmente superato l’approccio punitivo che avrebbe penalizzato il nostro comparto vitivinicolo. L’agroalimentare italiano ha nemici ovunque. L’elevata qualità ha permesso ai nostri prodotti di occupare quote di mercato a livello globale», afferma in una nota.
Gli emendamenti
Gli emendamenti chiave ammessi al testo, osserva l’UIV, riguardano l’introduzione del concetto di “consumo dannoso”. Gli health warnings saranno inoltre sostituiti con il concetto di moderate and responsible drinking information. Più sfumato l’emendamento relativo al miglioramento del concetto di no safe level. Ora la frase è infatti diventata the safest level of consumption is none (“non esiste un livello di consumo totalmente sicuro”).
Sul fronte sponsorship, la limitazione/divieto di sponsorizzazione degli eventi sportivi per le bevande alcoliche è adottato solo per quegli eventi sportivi il cui pubblico è costituito in prevalenza da minori. Rimangono nel testo “indicazioni” importanti come l’aumento della tassazione e la revisione della politica di promozione. Secondo UIV, questi due fattori rappresentano un grave pericolo per la crescita commerciale del settore in chiave export.
Leggi anche: Economia del vino: prezzi e scenari futuri
L’analisi con gli ospiti di Verona Economia Live
Durante la trasmissione di ieri sera di Verona Economia Live il direttore di Verona Network Matteo Scolari ha analizzato la questione insieme a diversi ospiti.
De Castro: «Non va combattuto il consumo moderato e responsabile, ma l’abuso»
Paolo De Castro, europarlamentare del Partito Democratico e tra i primi firmatari degli emendamenti, è intervenuto per commentare la notizia. «C’era una grande apprensione. Le indicazioni miravano a rafforzare i presidi sanitari, ma con un approccio dannoso. Il testo riportava infatti la necessità di combattere il consumo di alcol. Questo elemento ha creato molte ansie tra i nostri produttori. Non va combattuto il consumo moderato e responsabile», queste le sue parole.
Chiara Recchia, responsabile Donne Impresa di Coldiretti Verona
Anche Chiara Recchia, responsabile Donne Impresa di Coldiretti Verona, ha ribadito il concetto. «Abbiamo tirato un grande sospiro di sollievo. La possibilità dell’inserimento in etichetta di questi health warnings non era vista di buon occhio dalla filiera vinicola, poiché non considerava minimamente la differenza tra il consumo consapevole e l’abuso. Il vino, in quantità modiche, è parte della dieta mediterranea».
Il commento anche dell’Unione Italiana Vini
Nicola Tinelli, coordinatore dell’ufficio politico Unione Italiana Vini, è intervenuto a sua volta sulla questione. «È stato un voto positivo. La relazione tra il Parlamento europeo e la lotta al cancro è sempre stata molto forte. All’interno di quest’ultimo rapporto vi erano però delle indicazioni molto restrittive per le bevande alcoliche. Gli elementi positivi per noi sono i quattro emendamenti approvati e sostenuti dalla maggioranza degli eurodeputati vicini al nostro settore».
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