Il ministro D’Incà a Verona per Tommasi, ma nella coalizione Calenda fa polemica
Presentazione ieri a Verona del Movimento 5 Stelle a sostegno di Damiano Tommasi. Presente il ministro Federico D’Incà, per lanciare la campagna elettorale dei due candidati pentastellati, Francesco Carcangiu e Giuseppe Rea, che non corrono con il simbolo del Movimento, ma nella lista Damiano Tommasi Sindaco.
Presente ieri nella sede di Rete! per Damiano Tommasi, in via Facci, oltre al candidato sindaco, anche la deputata Francesca Businarolo.
A rovinare la festa del Movimento 5 Stelle è il nuovo capitolo della polemica di Carlo Calenda nei confronti del partito guidato oggi da Giuseppe Conte. Il leader di Azione, pur essendo nella stessa coalizione a Verona, continua la sua battaglia contro i Cinque Stelle.
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Alle parole del ministro D’Incà, «Io perdono Carlo Calenda», che gettavano acqua sul fuoco, ha risposto subito l’ex ministro dello Sviluppo economico con un tweet al veleno: «Io no. Non perdono il veleno populista/giustizialista. Non perdono l’aver smontato industria 4.0, Ilva e aver cercato di sabotare Tap. Non perdono la presa in giro degli italiani, l’aver ridotto la mia città a un’immondezzaio e il finto pacifismo opportunista. Dovete sparire».
Io no. Non perdono il veleno populista/giustizialista. Non perdono l’aver smontato industria 4.0, ILVA e aver cercato di sabotare TAP. Non perdono la presa in giro degli italiani,l’aver ridotto la mia città a un’immondezzaio e il finto pacifismo opportunista. Dovete sparire. pic.twitter.com/7XlEqCGUoB
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) May 21, 2022
Le parole di Damiano Tommasi sulle polemiche Cinque Stelle-Calenda

A inizio settimana, in vista dell’incontro con i rappresentanti dei Cinque Stelle, Damiano Tommasi aveva – a distanza – risposto alle precedenti critiche di Calenda: «Per Verona abbiamo un progetto largo e le vicende nazionali devono passare in secondo piano». Messaggio a quanto pare non recepito dal leader di Azione.
«A un mese dal voto, come è naturale che sia, si iniziano a mettere sul tavolo le questioni più spinose e strumentalmente più rumorose» sottolineava Tommasi. «Il M5s con convinzione ha aderito alla proposta che Rete! ha messo in campo per Verona. Ci saranno, nella forma che abbiamo trovato più adeguata per valorizzarne il supporto dentro una coalizione ampia nella Lista Damiano Tommasi Sindaco».
«La più importante partita non si gioca dentro la coalizione ma al di fuori, per far sì che Verona volti pagina il prima possibile».
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La replica di Francesco Carcangiu

Il candidato della lista Damiano Tommasi Sindaco, ma esponente del Movimento 5 Stelle, Francesco Carcangiu, ha replicato a sua volta al tweet di Calenda: «Basterebbe quel “Dovete sparire” a classificare come un povero bulletto politico l’ex ministro del disastro economico (cit. Michele Emiliano), chiudere la questione e proseguire esattamente come si deve fare con qualsiasi bullo, ma prima di tornare a dimenticarlo è anche giusto chiarire (onde evitare che qualcuno gli dia qualche minuto di credito) che quanto menzionato nella sua dichiarazione ovvero industria 4.0, Ilva e Tap sono esattamente le questioni che l’hanno reso famoso come incapace alla guida del Ministero a lui incautamente affidato (neanche gli attacchi gli riescono). Per quanto riguarda Roma poi la risposta giustamente l’hanno data i romani invitandolo ad andare ad infastidire qualcun altro».
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«Spiace per i candidati veronesi di Azione, che presumo un po’ di imbarazzo lo provino, ad avere più che un capo politico un capo banda.
Verona ha una grande possibilità che si chiama Rete con Damiano Tommasi. Noi stiamo partecipando e parteciperemo con convinzione e senza preclusioni per nessuna buona idea anche al fianco dei candidati di Azione. Consigliamo a chi, dimostrando totale disinteresse per un così importante progetto, precipita in città solo a “Tacar briga”, di andare ad infastidire qualcun altro. Noi, ma anche i suoi candidati, abbiamo un’importante sogno da realizzare» conclude Carcangiu.
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