Damiano Tommasi presenta la sua lista: «Il nostro punto forte è la credibilità»

È stata presentata ieri all'Arsenale la lista Damiano Tommasi. Gli aspiranti consiglieri si sono presentati e hanno esposto le motivazioni che li hanno spinti a sostenere il candidato sindaco.

Giovani, meno giovani, professionisti, imprenditori, docenti universitari, impiegati, studenti, dirigenti, operatori sociali, con più donne, 16, che uomini, 13: è la lista che Damiano Tommasi ha presentato ieri mattina, all’Arsenale. Tratto comune degli aspiranti consiglieri comunali non avere mai ricoperto incarichi politici in precedenti amministrazioni.

«La Lista Damiano Tommasi Sindaco ha una linea comune che si chiama credibilità – commenta Tommasi –. C’è tanta voglia di mettere in campo competenze, c’è la necessità di trasmettere un messaggio diverso alla città, e c’è bisogno di cambiare il modo di amministrarla, con nuove energie e capacità. Ringrazio tutti loro, sono molto orgoglioso e mi sento molto responsabile visto che a mettersi in gioco per questa lista sono persone di grandissimo spessore professionale e umano».

Ecco allora i desideri di Veronica Atitsogbe, 26 anni, bancaria, co-fondatrice dell’Associazione Afroveronesi: «Una Verona egualitaria, capace di connettere persone e professionalità, tenendo sempre a mente le categorie socialmente marginalizzate, mettendo a disposizione tutti i servizi necessari per superare gli ostacoli burocratici per favorire la convivenza. Una città che valorizzi la diversità e le personalità che la caratterizzano».  E del coetaneo Jacopo Buffolo: «A noi giovani viene sempre detto che siamo il futuro, ma la realtà è che siamo il presente. A Verona servono spazi di aggregazione e politiche giovanili che sappiano riportare partecipazione. Tantopiù dopo i disturbi d’ansia e la depressione dovuti al  lockdown».

Tra gli accademici il noto chirurgo oncologico Claudio Bassi: «Damiano e la sua ‘Rete’ mi hanno stimolato a cercare di pescare, nella mia città, perle preziose quali la cura, l’inclusione, l’ascolto, la condivisione, la legalità, il dialogo e la solidarietà. Damiano, nel dibattito politico, non ha bisogno di parlare “contro” e alzare la voce per interrompere chi parla: lui si esprime “per” e dà, con la sua vita, una mite testimonianza di trasparenza. Chi ne ha minimamente seguito la carriera professionale, dai campi di gioco al sindacato, lo sa bene; così come appaiono inequivocabili le sue scelte di vita personale. È per questo che tutti lo stimano, compreso gli avversari politici del momento. Con Damiano Tommasi capitano di una coalizione politica veronese finalmente unita nei principi fondamentali, se pur con storie e percorsi diversi, puntiamo sul “sicuro garantito”, anche a livello nazionale. La stima per Tommasi, infatti, è diffusa in tutto il paese, a cominciare dalla Capitale dove le porte a Damiano si aprono sempre, anche quelle del Governo e dei Ministeri. Chi meglio di lui, uomo di sport di tenacia e fairplay impeccabili, potrà difendere i valori Costituzionali su cui la Verona civile fonda la sua dedizione al lavoro e alla solidarietà, di quella Verona civile la cui credibilità e reputazione è ricorrentemente messa a repentaglio dai comportamenti irresponsabili dei soliti noti, espressione tra l’altro di un’esigua minoranza?». Adesione convinta, quella del professionista, per una persona che gode «di una stima diffusa in tutto il paese, a cominciare dalla Capitale, dove le porte a Damiano si aprono sempre, anche quelle del Governo e dei Ministeri».

Dedicato alle proposte in campo culturale quelle di Alberto Battaggia, giornalista, già presidente della Società Letteraria. Dedicato al turismo l’intervento di Sergio Cucini, property manager, albergatore, già presidente dell’Associazione Albergatori di Verona. Per Giusi Messetti, docente di Didattica a Univr: «Il mio sostegno a Damiano Tommasi viene dal Primo Pilastro del suo programma: il ‘Capitale sociale’: l’investimento sulle nuove generazioni è un impegno inderogabile per un’amministrazione comunale». Così motiva l’adesione Anna Maria Molino, oncologa di chiara fama: «Mi sono candidata perché penso chi si possa fare molto per tutelare la salute dei veronesi, ad esempio vorrei che Verona entrasse a far parte della rete ‘Progetto Città Sane’ dell’OMS, per sviluppare politiche locali di prevenzione per la salute».

Italo Sandrini, avvocato cassazionista e dirigente nazionale delle Acli: «La locuzione ‘Terzo settore’ non indica una posizione in classifica,  ma la base su cui si fonda una comunità, come si è visto nella recente emergenza, quando si cerca subito una collaborazione da parte degli altri settori che da soli non reggono l’urto».

Chiara Stella, docente elementare, ha sottolineato il problema della natalità: «C’è un calo di nascite fortissimo sia fra i nativi sia fra i migranti – ha sottolineato la candidata – e solo politiche educative nazionali e locali, investendo sugli asili nido e le scuole d’infanzia, possono arginare questa tendenza puntando a un’offerta formativa di qualità in tutti i quartieri».

Rivolto alla famiglia anche l’intervento di Lorenzo Didoné, responsabile della Direzione ICT del Gruppo Veronesi: «La famiglia è nativamente generativa, è lo strumento della continuità e novità tra le generazioni. Va aiutata nello svolgere questo compito sia a livello nazionale che comunale, fornendole le strutture e il supporto di cui ha bisogno».

Dedicato al sociale anche l’intervento di Pia Poppini, medico dirigente della Azienda ULSS 9: «Penso di poter mettere la mia esperienza  a disposizione della comunità, contribuendo, come indica il nostro programma, l’attivazione di un tavolo di raccordo con L’ULSS, i Consultori, l’Ordine dei Medici».

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