Ikea: scontri a Palazzo Barbieri

Premono sul capitolo Ikea, affinchè venga scritto dall’Amministrazione, i gruppi di destra e sinistra veronesi che incolpano l’Amministrazione Sboarina di immobilismo.

Scontri a Palazzo Barbieri sul caso Ikea. Il progetto del colosso svedese che vorrebbe insediarsi nella Marangona, sembra infatti essere fermo da mesi secondo diversi consiglieri comunali. I primi a puntare il dito sono stati gli esponenti di destra: “A seguito dell’iniziativa politica trasversale dei consiglieri regionali veronesi su un tema così importante quale quello di aprire la possibilità che Ikea possa realizzare il proprio intervento sul territorio veronese nell’area della Marangona, che cogliamo con estremo favore, i sottoscritti consiglieri comunali appartenenti alla Lista Tosi, Ama Verona, Verona Domani e Gruppo Misto in data odierna hanno inviato un sollecito al Presidente del Consiglio, Ciro Maschio, e al Presidente della Commissione IV, Matteo De Marzi, di convocazione della commissione preposta sul tema invitando i vertici di Ikea e il Presidente del Consorzio Zai” si legge nella nota stampa.

“Già dallo scorso luglio, infatti, giacciono sul tavolo di Maschio e De Marzi ben due richieste di convocazione, e precisamente in data 16 luglio e 8 ottobre, senza alcun seguito. Su un tema così importante e sulla grande opportunità che Ikea possa venire a Verona a fronte anche della significativa offerta di lavoro che si prospetta sia alle imprese artigiane del territorio, sia a coloro che oggi non hanno un lavoro e ai quali sarebbe riservato un migliaio di nuovi posti occupazionali, riteniamo doveroso che si affronti senza più incertezze e tentennamenti la questione dal punto di vista amministrativo e politico e che si decida per il bene della città in tempi celeri. – conclude la nota – Nella speranza che questa nostra ennesima istanza possa essere accolta con urgenza noi restiamo e resteremo convinti che l’arrivo di Ikea possa rappresentare un’occasione di crescita e di sviluppo alla quale la politica non può restare indifferente”.

Sulla stessa linea è intervenuto anche il Pd veronese: “Siamo pronti a confrontarci con Ikea per un insediamento di un centro vendita di mobili ma senza centro commerciale e siamo in pista per far ratificare l’accordo di programma per lo sviluppo logistico della Marangona per far arrivare nuove imprese” – Questo annunciava lo scorso giugno il Sindaco Sboarina in risposta ai nostri solleciti in merito alla trattativa arenata (affossata?) con Ikea e all’impulso necessario da dare all’area della Marangona. Sono passati nove mesi e non solo l’amministrazione tenta penosamente di spostare l’attenzione sulla cittadella della musica, ma l’accordo di programma del Consorzio Zai è diventato un teatrino inguardabile”.

“Nel frattempo da due anni un’azienda che vorrebbe insediarsi a Corte Alberti (uno dei lotti di sviluppo) attende una risposta alla propria manifestazione di interesse, ferma per un cavillo. Non parliamo di “sporco” commerciale ma di logistica e “pregiato” produttivo. – continuano i dem – E questo sarebbe il trattamento che riserviamo alle aziende che vengono a bussare alla nostra porta? Noi, come sistema Verona, dovremmo chiedere scusa a questa aziende! È inaccettabile che non si trovi la maniera di valorizzare le opportunità economiche solo perché chi amministra non è capace di programmare correttamente il territorio e di gestire le relazioni. Basti guardare alla Variante 23, impantanata da tre anni. Non a  caso territori limitrofi cominciano a diventare più attrattivi. – conclude la nota del Pd – Questo immobilismo è dunque suicida perché in ballo non si sono solo le centinaia o le migliaia di posti di lavoro che Ikea o altri possono portare a Verona, ma il consolidamento del Quadrante Europa (quindi di Verona) nello scenario europeo dello scambi delle merci. È intollerabile rinunciare ad una vocazione come quella veronese perché la politica non è all’altezza della situazione”.