Ikea, (forse) non è la fine

Non si rinuncia all’interesse del colosso svedese sulla città scaligera così, a cuor leggero. Il Comune valuta di proporre spazi alternativi a quello della Marangona (bloccato da vincoli normativi).

Da parte di Ikea c’è la disponibilità a modificare il progetto originario, da parte del Comune, invece, c’è l’apertura alla valutazione di aree alternative alla Marangona. A confermarlo anche l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala che però non si sbilancia su quali possano essere. In sostanza,il problema dell’insediamento alla Marangona e l’aspetto che rendeva il progetto carta straccia è il fatto che oltre ai 40mila metri quadri del punto vendita era stato previsto anche un Ikea Center, ovvero un centro commerciale di altri 80mila che si scontrava con le leggi regionali in tema di urbanistica (essendo incompatibile con la destinazione logistica all’interno del Piano d’area Quadrante Europa e commerciale).

Intanto la Giunta comunale ha approvato la riattivazione dell’accordo di programma per lo sviluppo logistico e industriale dell’area della Marangona secondo la proposta del Consorzio Zai, proprietario dell’area. Qualcuno si è già fatto avanti. La società agricola, «La Marseghina», con sede a Verona, ha offerto al Consorzio Zai l’acquisto di un’area compresa tra l’autostrada A4, la Tangenziale Sud, la linea ferroviaria del Brennero e la viabilità comunale, proprio a ridosso dell’area della Marangona. Per Flavio Tosi e per il consigliere Bozza non sarebbe affatto una coincidenza. «L’offerta è arrivata a ridosso dello “stop“ deciso dall’amministrazione per l’insediamento della struttura di vendita dell’Ikea alla Marangona» obietta l’ex sindaco.