Ieri a Verona il “Tampon tax tour”, per il taglio dell’Iva sugli assorbenti
L’unica tappa veneta del Tampon tax tour in piazza Isolo
È passato ieri pomeriggio da Verona il “Tampon tax tour”. L’iniziativa ha l’obiettivo di coinvolgere i Comuni e spingere il Parlamento ad approvare nella prossima legge di bilancio una riduzione dell’aliquota al 4% sugli assorbenti igienici femminili. Cioè quella dei beni essenziali, mentre attualmente è al 22%.
Presente Laura Sparavigna, consigliera comunale di Firenze e promotrice dell’iniziativa Tocca a Noi, il cui obiettivo è mappare le adesioni degli enti locali all’idea di stoppare la “tampon tax”. Il tour è partito infatti da Firenze, dove l’amministrazione ha concluso un accordo con le 21 farmacie comunali per abbattere l’aliquota Iva al 22% sugli assorbenti.
Ieri in piazza Isolo insieme alla consigliera fiorentina:
- Beatrice Verzè, vicepresidente di Traguardi e consigliera in Quinta circoscrizione,
- Elisa La Paglia, consigliera comunale del Pd,
- Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi,
- Olivia Guaraldo, filosofa e docente dell’Università di Verona,
- Stefano Colovini, rappresentante della Municipalità di Venezia.
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Pronta una mozione per Verona
La proposta trasversale per abbassare l’iva anche su dispositivi sanitari per bambini e adulti nelle farmacie comunali è stata presentata ieri mattina a palazzo Barbieri. Si tratta di un’iniziativa unitaria di Traguardi, Pd, Azione, Più Europa, PSI, Verona in Comune e Sinistra in comune, Europa verde.
La mozione chiederà al Comune di Verona di farsi carico dell’Iva, attualmente al 22%, sugli assorbenti igienici femminili, pannolini e pannoloni per adulti venduti nelle proprie farmacie comunali.
«Una sfida non puramente simbolica, che rappresenta un passo decisivo e trasversale verso una città più giusta, inclusiva e attenta ai bisogni delle persone in ogni fase della vita» dicono i proponenti.
«L’abolizione della tampon tax rientra nel discorso più ampio della parità di genere. Dobbiamo impegnarci ad attuare azioni profonde per correggere in tutti gli ambienti di vita della donna, lavoro, famiglia e istruzione, le disuguaglianze strutturali e garantire sempre una una scelta libera senza condizionamenti».
«Un passo significativo, un segnale forte, che si pone l’obiettivo di rendere finalmente dei beni considerati di lusso quello che sono: beni di prima necessità».

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