Sipario sulle Paralimpiadi: 26 medaglie venete su 69 italiane. Ben 13 veronesi

Grandi successi per i veronesi e il Veneto alle Paralimpiadi di Tokyo. Metà delle medaglie venete sono scaligere: domina Stefano Raimondi con sette, altre quattro per Xenia Palazzo, una a testa per Michela Brunelli e l'eterna Francesca Porcellato.

Stefano Raimondi con la medaglia d'oro
Stefano Raimondi con la medaglia d'oro

Protagonista il Veneto alle Paralimpiadi di Tokyo 2020

Verona, Veneto, Italia e Paralimpiadi di Tokyo. Un quartetto che fa gioire. Si chiudono infatti le Paralimpiadi di Tokyo con l’ottimo risultato di 69 medaglie per l’Italia, 14 d’oro, 29 d’argento e 26 di bronzo. A coronare la spedizione azzurra, ieri, il dominio nei 100 metri femminili T63 con un podio tutto italiano grazie ad Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto. Ben 26 delle 69 medaglie sono state conquistate da atleti veneti. Verona protagonista con Stefano Raimondi e le sue sette medaglie, le quattro di Xenia Francesca Palazzo, Francesca Porcellato medagliata alla sua undicesima Paralimpiade e Michela Brunelli.

Il ricco bottino del Veneto alle Paralimpiadi ha un grosso contributo da parte di Stefano Raimondi di Zimella nel nuoto: 1 oro, 4 argenti e 2 bronzi. Sempre nel nuoto Xenia Francesca Palazzo ha al collo 1 oro, 1 argento e 2 bronzi. «Felice, soddisfatta, appagata, serena.. Non potevo chiedere di meglio!» ha detto Francesca Porcellato, argento handbike. «Spero di avervi trasmesso anche solo un po’ della gioia che ho provato». E poi il bronzo nel tennistavolo di Michela Brunelli in coppia con la friulana Giada Rossi.

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«Oggi si chiude un capitolo che potrebbe cambiare la storia dello sport. Con 69 medaglie azzurre, di cui 26 di atleti veneti, finiscono le Paralimpiadi di Tokyo. Hanno sancito una realtà forte e bella e hanno inviato un messaggio potente: il mondo della disabilità è diventato il mondo di tutti noi, e guai a chi, da qui in avanti, lo dimenticherà». Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, “celebra” la fine dei Giochi Paralimpici di Tokyo con lo spegnimento della fiaccola olimpica, che idealmente inizia il suo cammino verso la prossima edizione di Parigi.

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Francesca Porcellato
Francesca Porcellato

Il Veneto guarda a Milano-Cortina 2026

«Già sogniamo, e ci stiamo già lavorando – dice il Presidente del Veneto – l’edizione invernale di Milano-Cortina 2026, le Paralimpiadi invernali in terra veneta, le evoluzioni spettacolari e difficilissime sulla neve di questi uomini e donne capaci di andare aldilà di un ostacolo, la consacrazione universale, che solo pochi anni fa appariva impensabile. Grazie a tutti, con orgoglio e ammirazione: ci avete stupito, fatto divertire, gioire, sorprendere con prestazioni ed evoluzioni di enorme valenza tecnico-sportiva, oltre che umana. Troppa gente, anche in condizioni migliori di questi ragazzi, tende ad arrendersi alle avversità della vita. Loro hanno mandato un messaggio di vita da memorizzare per bene e non dimenticare più: non mollate, e tornerete vincenti, nella vita come nello sport, protagonisti insostituibili della società civile».

Xenia Francesca Palazzo
Xenia Francesca Palazzo

I grandi successi dei veneti

«In tutto questo – continua il Presidente della Regione – si inserisce la piccola epopea dello sport paralimpico veneto, che ha portato a casa la bellezza di 26 medaglie su 69 italiane, con conferme attese come quella dell’invincibili Bebe Vio, ed esplosioni sportive come le sette medaglie del veronese Stefano Raimondi, le cinque (con record del mondo) del bibionese Antonio Fantin, il record della veterana Francesca Porcellato, sul podio all’undicesima partecipazione a una paralimpiade, le medaglie a raffica di Xenia Palazzo, Luigi Beggiato, Francesco Bettella, Michela Brunelli, Stefano Travisani. Grazie a tutti. Il Veneto e i veneti sono ammirati, orgogliosi. Non dimenticheremo mai il phatos che ha accompagnato le vostre imprese sui campi di gara».

«26 medaglie venete, di cui 21 nel nuoto non sono però un caso – dice il Governatore – ma la dimostrazione che il movimento sportivo veneto è all’avanguardia nazionale nelle discipline paralimpiche, che può contare su un’organizzazione efficace, tanta passione, e tanta professionalità, perché dietro a ognuno di questi atleti ci sono uomini e donne che hanno costruito i successi lavorando dietro le quinte: preparatori atletici, tecnici delle singole discipline, terapisti e fisioterapisti, medici e psicologi. E prima di loro, mamme, papà, fratelli e sorelle, zii. In una parola, la famiglia, il fondamento della società veneta. Appuntamento a Parigi – conclude – mentre noi lavoriamo perché le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 siano indimenticabili».

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Michela Brunelli e Giada Rossi con il dt Alessandro Arcigli

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