Grezzana, le iniziative simboliche contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre, l’Amministrazione comunale e l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Grezzana celebreranno a distanza, così da rispettare le disposizioni governative per il contenimento dell’epidemia, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

La panchina tinteggiata di rosso, già collocata dall’Amministrazione comunale in piazza Carlo Ederle, e che sarà inaugurata il 25 novembre alle 13.00, è, simbolicamente, il luogo occupato da una donna che ha subito violenza. Qualsiasi: sia psicologica sia fisica, dalla persecuzione al femminicidio.

Sulla panchina sarà collocato un paio di scarpe rosse – altrettanto rappresentative della Giornata – dell’artista grezzanese Cristina Annichini all’interno di una teca realizzata dal laboratorio tecnologico di Verona FabLab.

Per gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I° grado dell’Istituto comprensivo, la Giornata rappresenterà l’occasione per riflettere – insieme a Cristina Martini, ricercatrice di ProsMedia e a Cristina Cobelli, psicologa, mediatrice del Consultorio Famiglia e Comunità di Grezzana sul tema “L’amore non è violenza. Stereotipi e rappresentazioni della stampa nei casi di violenza di genere”. Durante l’incontro, che si svolgerà per l’intera mattinata, gli allievi analizzeranno il linguaggio dei media, imparando a riconoscere i messaggi che inducono una scorretta visione e interpretazione della realtà.

«Gli studenti approfondiranno, in particolare, le cause sociali e culturali che portano agli episodi di violenza che troppo spesso riempiono la cronaca», sottolinea il Dirigente scolastico Sergio Cavarzere.

«Oggi, l’Amministrazione comunale manifesta ancora una volta la propria vicinanza alle donne, che sono state, sono e saranno sempre determinanti nella vita quotidiana», commentano il sindaco di Grezzana Arturo Alberti, l’assessore alla Pubblica istruzione Rosamaria Conti e l’assessore al Lavoro Federica Veronesi.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999 – si celebra il 25 novembre poiché il 25 novembre del 1960, nella Repubblica Dominicana, durante il regime del dittatore Trujillo, le tre sorelle Mirabal, considerate rivoluzionarie, furono catturate, torturate e uccise. I corpi, dentro un’auto, furono gettati in un burrone per simulare un incidente stradale.

Nel 2009, a Ciudad Juárez, in Messico, l’architetto Elina Chauvet espose in pubblico trentatré paia di scarpe rosse contro la sparizione delle giovani donne. La manifestazione si diffuse in altri Stati. Nel 2014, a Torino, lo street writer Karim Cherif, in collaborazione con  l’associazione Acmos e la Circoscrizione 6, dipinse 21 panche, vere e proprie opere d’arte, nei luoghi pubblici. Nel 2016, altre amministrazioni locali collocarono le panchine colorate nei propri territori.

Proprio nei Comuni, quando il 10 marzo 1946 si rielessero i sindaci che sostituirono i podestà, fu riconosciuto per la prima volta il suffragio universale alle donne. La seconda volta fu il 2 giugno 1946, quando fu indetto il referendum per la Repubblica o la Monarchia.

«Le donne, ciò nonostante, non amministrano perché hanno i posti riservati per legge. Sarebbero comunque elette, perché preparate e capaci», assicura il sindaco di Grezzana.

Proprio a Grezzana ha sede un’organizzazione non profit che annovera, tra le sue più recenti attività, un’iniziativa a tutela delle donne: Fondazione Just Italia, costituita dall’omonima azienda. “Mai sole al mondo” è il nome del progetto, promosso nel 2018, con cui la Fondazione sostiene la costituzione di REAMA, Rete nazionale per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto della Fondazione Pangea di Milano, che dal 2002 si occupa dei diritti delle donne. 

Altre proposte di sensibilizzazione sono state concretizzate dal gruppo Donne Insieme di Grezzana che, in collaborazione con la Biblioteca comunale, ha organizzato la rassegna “Il Mondo in Rosa”. Le ultime sentenze sullo stalking subito dalle donne confermano che il reato si configura anche se è breve lo spazio temporale e anche se è ridotto il numero delle condotte degli autori.

Il Ministero dell’Interno ricorda che il monitoraggio dei dati sulla violenza in generale è curato dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, che è un organismo interforze tra Polizia e Carabinieri. Il 1522 è il numero nazionale gratuito, anche dai telefonini, attivo 24 h su 24 h, che raccoglie le richieste d’aiuto.

L’Istituto Nazionale di Statistica spiega che l’89 per cento  degli utenti che chiamano il 1522 sono donne; che nel 90 per cento dei casi la violenza è riconducibile all’ambiente domestico; che nel 77 per cento dei casi si tende a non denunciare e che nel 4 per cento dei casi si tende a ritirare la denuncia perché si ha paura o per le pressioni, implicite od esplicite, del contesto familiare.