Il (grande) potere della conciliazione paritetica

È un metodo di risoluzione extragiudiziale delle controversie che consente alle parti – consumatore e azienda – di confrontarsi, tramite i propri rappresentanti, al fine di trovare una soluzione condivisa e realmente soddisfacente per entrambe. In tempi rapidi ed in maniera economica, evitando il ricorso in giudizio.

Di Carlo Battistella

QUANDO INSORGE un problema con una grossa controparte il cittadino si trova spesso a lottare contro un muro fatto di risponditori automatici, call centers all’estero, agenzie di recupero credito e lettere di sollecito. Un sistema studiato e ben attuato per condurre il cliente allo sfinimento morale e all’abbandono del reclamo. I pochi che resistono si avvicinano un passo alla volta all’opzione finale: intentare una causa.

Si aggiungono così ulteriori patemi all’animo già lesionato del povero utente: costi da anticipare, lunghi tempi di attesa ed incertezza del giudizio. Seppure si debba ammettere che, in alcuni casi, la via giudiziaria rappresenti l’unica possibilità di soddisfazione per i diritti del contraente debole, negli ultimi anni hanno assunto sempre maggiore rilevanza metodi stragiudiziali di risoluzione alternativa delle controversie. Si tratta di procedimenti di varia natura che permettono alle parti di risolvere una vertenza senza passare da un giudice ordinario, risparmiando tempo e denaro. Nell’ambito consumeristico la metodologia più diffusa è la conciliazione paritetica.

ESSA TROVA ORIGINE in un accordo stipulato fra associazioni dei consumatori e società, sulla base di specifici protocolli di intesa sottoscritti dalle parti. Tali accordi – nei settori in cui è previsto – sono anche riconosciuti dalle Authority competenti. I regolamenti attuativi dei protocolli, poi, stabiliscono le norme operative di una procedura in cui il consumatore è rappresentato da un conciliatore che lo assiste, così come la società viene rappresentata da un proprio conciliatore.

Negli incontri, che possono avvenire anche online, i conciliatori cercano di individuare un accordo satisfattivo che verrà inserito in un verbale il quale risulterà vincolante sia per il consumatore che per l’azienda, ponendo così fine alla controversia. Nei casi in cui, invece, l’accordo non venga raggiunto verrà ugualmente redatto un apposito verbale che consentirà di proseguire il reclamo nelle opportune sedi giudiziarie. Ma è bene sapere che, nei settori più rodati, il 96% delle conciliazioni paritetiche trova esito positivo.